Scendono in campo i leader. Veltroni forse a Napoli. In pista anche Follini e Franceschini. Il Pd in Campania scalda i motori. E mentre a Roma il segretario regionale Tino Iannuzzi consegna nelle mani di Dario Franceschini e Goffredo Bettini le rose di nomi proposte dalle segreterie provinciali, …ecco che alla Stazione marittima, su iniziativa del vice-sindaco Tino Santangelo e degli assessori regionali molto vicini al governatore Andrea Cozzolino ed Ennio Cascetta, si riunisce una foltissima rappresentanza delle amministrazioni regionale e comunale sotto lo slogan «Ricominciamo con il cuore e con la testa», inaugurando nei fatti la campagna elettorale per le Politiche. Ma andiamo con ordine: a Roma sbarca il caso-Campania. Iannuzzi, Franceschini e Bettini hanno un primo approcccio con le proposte di nomi e con i criteri per la selezione, nell’obiettivo di giungere domenica alla composizione delle liste. Si ragiona sugli uscenti, sulla possibilità di deroghe (probabile per Franca Chiaromonte, un po’ meno ma sempre in piedi per Umberto Ranieri), sulla quota consistente da assicurare a giovani e donne. Intanto, le indiscrezioni continuano a circolare. Nella quota nazionale che Roma si riserverebbe, insieme all’ex direttore del Mattino Paolo Gambescia e il prefetto Achille Serra (che però potrebbe correre in Toscana), figurano altri nomi: Raffaele Ranucci, ex assessore della Regione Lazio e amministratore delegato di Trambus, Raffaele Calabrò, docente universitario ed ex assessore della giunta Rastrelli, e l’armatrice Maria Grazia Bottiglieri. A livello locale invece si registra prendere quota la candidatura di Emilio Montemarano, il figlio dell’assessore regionale alla Sanità eletto in Consiglio comunale a Napoli con 7mila voti, secondo solo a Silvio Berlusconi. Un consenso elettorale che farebbe superare le resistenze di chi ricorda le difficoltà della gestione della Sanità. C’è da segnalare inoltre un caso-Carloni. Rispetto all’ipotesi che voleva la senatrice uscente Annamaria Carloni in corsa in Emilia Romagna, la diretta interessata smentisce: «A me nessuno ha detto niente, ma mi pare una cosa molto stravagante». In sintesi, ecco alcuni dei nomi proposti per Campania 1 e Senato da Napoli: Teresa Armato, Nicola Tremante, Michele Gravano, Enrico Cardillo, Angela Cortese, Tino Santangelo, Luisa Bossa, Massimiliano Manfredi, Federico Rossi, Eugenio Mazzarella, Anna Rea, Peppe Russo, Enzo Maria Ruggiero, Marco Rossi Doria, Domenico Tuccillo, Salvatore Piccolo, Leonardo Impegno, Gaetano Bocchetti e Geremia Gaudino. Per Campania 2, l’indicazione di maggiore rilievo riguarda l’europarlamentare di Salerno Alfonso Andria (in caso di successo lascerebbe il posto alla presidente regionale Graziella Pagano, prima dei non eletti). Da Avellino dovrebbe esserci l’assessore regionale Enzo De Luca. Da Benevento il vice-sindaco Raffaele Del Vecchio, Giulia Abbate, Dora Ialeggio e Giulia Falato. Grande partecipazione, intanto, alla Stazione marittima alla convention degli amministratori in carica del Pd, che siglano un patto, quasi il primo passo per una nuova corrente. Sono presenti in tanti. Tra i politici, il sindaco Rosa Iervolino (che lancia Santangelo verso il Senato e spiega: «L’incarico parlamentare non è incompatibile»), Antonio Valiante, Maria Fortuna Incostante, Rosa D’Amelio, Emilio Montemarano, Antonio Amato, Teresa Armato, Ferdinando Balzamo, Giuseppe Balzamo, Antonio Borriello, Felice Iossa, Pietro Ciarlo, Roberto De Masi, Diego Belliazzi, Peppe Russo, Elisabetta Gambardella, Antonio Marciano. Ma c’è anche il mondo delle professioni: Andrea Ballabio, Massimo Lo Cicero, Enzo e Riccardo Giustino, Ambrogio Prezioso, Mario Hubler, Achille Natalizio, Gennaro Biondi, Benedetto Gravagnuolo, Raffaele Cercola, Riccardo Mercurio, Antonio Pace, Ugo Marani. Si discute di rilancio e di rinnovamento. E Cascetta ammonisce riferendosi al «necessario ricambio della classe dirigente»: «Come se bastasse la semplice novità dei nomi – o ancora peggio l’etichetta di nuovo – per fare buona politica e non contassero invece anche le esperienze, le cose fatte, le storie personali». E cita Cicerone: «Nulla che sia del tutto nuovo è perfetto».
Scendono in campo i leader. Veltroni forse a Napoli. In pista anche Follini e Franceschini.
VELTRONI capolista a Napoli, Franceschini in Campania 2, Follini al Senato. Forse è un po´ troppo, tre dirigenti nazionali saprebbero davvero di commissariamento per il Pd locale. Però sono ipotesi alle quali si lavora in queste ore. Il primo segnale, ieri mattina, è stata la voce di una possibile candidatura di Marco Follini, che nel frattempo stava aprendo la nuova sede del partito in via Nazario Sauro, come capolista al Senato. Ipotesi suggestiva: andare a rompere le uova nel paniere a Casini e De Mita.
Proprio in quelle ore infatti maturava a Roma anche l´accordo fra Udc e Rosa bianca e si rafforzava l´idea che De Mita guidi la nuova formazione al Senato. Follini parrebbe anche pronto al duello: «La sua mossa non me la spiego – dice dell´abbandono di De Mita – Lasciatemi dire che confermo la mia stima per lui, ma la sua scelta ha tolto qualcosa alla sua grandezza».
Il guaio è che Follini al Senato comporterebbe lo spostamento di Luigi Nicolais in Campania 1 alla Camera, dove però da tempo a Roma si cerca un nome nuovo, possibilmente femminile. A scanso di equivoci, ieri Nicolais ha avuto un colloquio con Veltroni, mentre il segretario regionale Tino Iannuzzi andava a conferire con Goffredo Bettini e Dario Franceschini. Dunque non è escluso che alla fine Nicolais ritrovi collocazione al Senato. Intanto oggi il ministro sarà a Napoli, per un dibattito su “Impegno nazionale e governo della città” con Benedetto Gravagnuolo e Giuseppe Ossorio, e poi anche per una visita alla Winter School di Mezzogiorno Europa.
Aperta la questione Campania 2. Vi sarebbe dovuto finire il prefetto Achille Serra, ma ormai per lui è maturata la destinazione Toscana. Sicché ieri il vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante ha chiesto in quella circoscrizione un capolista di estrazione popolare. E, siccome davanti c´era Follini, si è discusso della possibilità che toccasse allo stesso Follini. Oppure, visto che questi potrebbe avere interesse a investire in quella circoscrizione il suo pupillo Stefano Graziano, potrebbe toccare a Dario Franceschini. L´opzione popolare farebbe tornare i conti con i diessini, sia per Nicolais al Senato sia per l´altra clamorosa mossa di cui si comincia a parlare: se davvero non si trova il numero uno d´immagine, giovane e/o donna, a Napoli potrebbe scendere in lizza direttamente Walter Veltroni o, in subordine, Massimo D´Alema.
Quanto alle indicazioni locali, è ormai sensazione collettiva che sulla massa di nomi portati a Roma calerà domenica notte la scure della direzione nazionale, che peraltro ha da tempo su carta alcuni nomi suoi. Per cominciare due donne, Pina Picierno, ex presidente della giovanile della Margherita, e Annamaria Parente, unica campana nell´esecutivo di Veltroni. Poi Paolo Gambescia, ex direttore del “Mattino”, quasi a completare l´abbandono di Antonio Polito, tornato alla direzione del “Riformista”. E ancora l´armatrice Maria Grazia Bottiglieri, con un passato nel centrodestra, di cui fu candidata alla Camera nel 1996. Dalla Campania arrivano comunque proposte. C´è quella di Angela Cortese, che potrebbe tagliare la strada alla conferma di Riccardo Marone. Da circoli e iscritti arrivano 600 firme per Lucio Natale, 40 anni, esperto di marketing territoriale, direttore dell´Ufficio di sviluppo territoriale di Bagnolifutura e membro del consiglio di amministrazione della “Film commission” regionale. C´è poi un nutrito gruppo di consiglieri comunali che propone Emilio Montemarano, figlio dell´assessore regionale Angelo, già primatista di voti. Si tratta di un´area di scontenti, che potrebbe finire anche nel solco della diaspora demitiana. Il sindaco Rosa Russo Iervolino lancia il suo vice Tino Santangelo
Repubblica del 29 febbraio 2008