PONZANOTIZIE

29 Febbraio 2008

Per ora sono 10 i candidati-premier

Archiviato in: Elezioni Politiche 2008 — ponzanotizie @ 21:09

elezioni303_img4.jpg Salgono a 10 i candidati premier delle prossime politiche. In corsa per palazzo Chigi sono dunque Silvio Berlusconi (Pdl-Lega), Walter Veltroni (Pd-Idv), Fausto Bertinotti (Sinistra Arcobaleno), Enrico Boselli (Partito Socialista), Pier Ferdinando Casini (Udc-Rosa Bianca), Daniela Santanché (La Destra-Fiamma Tricolore), Marco Ferrando (Partito comunista dei lavoratori), Flavia D’Angeli (Sinistra critica), Roberto Fiore (Forza Nuova) e, ultimo arrivato, Bruno De Vita, candidato premier dell’Unione democratica per i consumatori, il movimento che fa capo a Willer Bordon e Roberto Manzione. Dopo l’accordo tra Udc e Rosa Bianca, dall’elenco esce Bruno Tabacci. Ma non è escluso che il numero dei candidati premier possa salire ancora fino a domenica pomeriggio, quando tutti i simboli saranno stati presentati al Viminale.
Resta ad esempio da sciogliere il caso dell’Udeur di Clemente Mastella, che potrebbe trovare un’intesa con qualcuno dei candidati già in lizza o correre solo (e in questo caso sarebbero dieci gli aspiranti inquilini di Palazzo Chigi).SILVIO BERLUSCONI – Milanese, 71 anni, guida il Pdl, riedizione della Cdl con Fini ma senza Casini e con l’alleanza federata della Lega Nord e del Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo.

WALTER VELTRONI – Nato il 3 luglio del ‘55 a Roma, l’ex sindaco di Roma, si getta nella sfida del Pd alleato con l’Italia dei Valori di Di Pietro, e ospitale con i Radicali di Bonino e Pannella.

FAUSTO BERTINOTTI – Il presidente della Camera, 68 anni da compiere il 22 marzo, che ha sacrificato la falce e il martello in nome dell’unità a sinistra, è ben felice di tornare alla lotta finalmente liberato della zavorra governativa. Guida la cosa rossa diventata, dopo l’intesa, Sinistra Arcobaleno. Comprende il Prc di Bertinotti, il Pdci di Diliberto, i Verdi di Pecoraro Scanio e la Sinistra Democratica di Mussi.

ENRICO BOSELLI – Nato a Bologna il 7 gennaio 1957. Dopo un interminabile tira e molla con il Pd di Veltroni, dentro il quale non ha voluto annacquare l’identità socialista puntando invece ad una alleanza tipo Idv, ha deciso di far correre autonomamente il Partito socialista.

PIER FERDINANDO CASINI – Nato il 3 dicembre del ‘55 a Bologna. Siglata infine l’intesa tra Udc e Rosa Bianca, il candidato premier centrista diventa Casini, mentre Tabacci fa un passo indietro.

DANIELA GARNERO SANTANCHE’ – E’ una delle due donne che si candidano per Palazzo Chigi. Ha 46 anni (é nata il 7 aprile del ‘61) la pasionaria della Destra, che ha portato la sua verve nel movimento fondato da Storace con cui fila d’amore e d’accordo.

MARCO FERRANDO – Nato a Genova nel ‘55, il comunista irriducibile si candida a premier con il suo movimento (Partito comunista dei Lavoratori) non rinunciando affatto al simbolo della Falce e martello. Non a caso lo slogan del Partito comunista dei lavoratori e’ “una sinistra che non tradisce”.

FLAVIA D’ANGELI – E’ in corsa per Sinistra critica (altra falce e martello nel simbolo), il movimento di Cannavò e Turigliatto. E’ la più giovane in gara con i suoi 34 anni.

ROBERTO FIORE – Nato a Roma il 15 aprile 1959 è candidato premier per Forza Nuova il movimento politico di estrema destra nato nel ‘97.

BRUNO DE VITA – E’ segretario dell’Adusbef, l’Associazione che tutela gli utenti delle banche. E’ candidato premier dell’Unione democratica per i consumatori.
Fonte ANSA

APREA: Fioroni prima boccia la riforma della scuola e poi la copia

Archiviato in: Elezioni Politiche 2008 — ponzanotizie @ 20:48

valentina-aprea.jpg ”Fioroni e’ il ministro che ha bloccato la prima vera riforma della scuola dopo ottant’anni: la riforma del governo Berlusconi. La sinistra fa sempre cosi’, prima distrugge tutto quello che fa il centro destra e poi copia”.Lo ha affermato Valentina Aprea, deputato e responsabile del dipartimento scuola di Forza Italia. “Prendiamo atto che Fioroni, dopo aver bloccato la nostra riforma ora ribalti la prospettiva di un profondo cambiamento del sistema educativo e metta al centro la qualita’ degli studi e la centralita’ della persona. In ogni caso i quattro punti che Fioroni propone sono sempre stati i cavalli di battaglia di Forza Italia, oggi PdL, non mancheremo attraverso ogni concreta azione, di rilanciarli nel dibattito politico e parlamentare”.

Archiviato in: Cronaca — ponzanotizie @ 20:44

visco.jpg (Apcom) – l’Agenzia delle Entrate sta facendo riscontri sui conti in Liechtenstein intestati ad italiani: è “questione di pochi giorni” e se dovesse riscontrare ipotesi di reato, in base alle norme in vigore, dovrà trasmettere i dati alla magistratura penale. Lo spiega il vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco in una nota “in relazione ai numerosi articoli di stampa pubblicati in questi giorni sul tema dei paradisi fiscali appare necessario precisare alcuni punti”. Le informazioni relative ai contribuenti italiani in Liechtenstein sono giunte all’Agenzia delle Entrate in base alla direttiva comunitaria che regola, tra l’altro, lo scambio di informazioni in materia di imposte dirette e sono state trasmesse “in via di scambio spontaneo”. La direttiva “detta precise norme relative a misure di riservatezza” e consente l’utilizzo delle informazioni “ai soli fini fiscali”. “Qualora vengano riscontrati invece comportamenti che possano avere rilevanza penale, gli uffici pubblici che hanno ricevuto le informazioni devono provvedere ad effettuare le necessarie segnalazioni alla magistratura, cioè, per quanto riguarda l’Italia, alle competenti Procure della Repubblica” spiega Visco. “In base alle regole in vigore, dunque, l’Agenzia delle entrate, amministrazione alla quale sono state affidate da un’analoga amministrazione estera le informazioni sul Liechtenstein, sta facendo nel più breve tempo possibile tutti i riscontri del caso. E’ una questione di pochi giorni. Se rileverà comportamenti passibili di essere passati al vaglio dalla magistratura penale, trasmetterà immediatamente i relativi documenti alle competenti Procure della Repubblica”. “Un comportamento che violasse le regole in base alle quali è stato fatto uno scambio di notizie fiscali su base volontarie -conclude il viceministro – rischierebbe oggi di rendere più difficile per il futuro un analogo passaggio di informazioni”.

ELEZIONI;SIMBOLI AL VIMINALE,PIZZA ASSOCIA SCUDOCROCIATO A PDL

elezioni303_img3.jpg (Apcom) – C’è il simbolo per votare chi non vuole votare, cioé il movimento Tremmista, ci sono tanti partiti per il Nord, tanti per il Sud e nessuno per il centro, ma la vera novità del primo giorno di presentazione dei simboli per le elezioni politiche del 13-14 aprile è che torna lo scudo crociato della Democrazia Cristiana, quello storico, quello vero. Giuseppe Pizza, che ne è titolare per grazia di tribunale (almeno fino ad adesso) non l’ha ancora presentato all’ufficio elettorale del Viminale ma tutti dicono che lo farà e sarà apparentato, per il Senato, al Pdl di Silvio Berlusconi. Un simbolo con 40 anni di storia che manca dalle consultazioni elettorali dal 1994 non può essere ridotto al rango di lista civetta, eppure, a guardare bene il casellario dove sono esposti i simboli e le finalità per cui è stato presentato, sembra proprio questo: rubare voti. Destinatario del ‘potenziale furto’ è l’Udc di Pier Ferdinando Casini, quello scudo bianco e la scritta Casini presidente con cui un elettore un po’ distratto potrebbe scambiare lo scudo crociato storico di Pizza. Non solo: in alcune regioni dove i democratici cristiani sono ancora tanti, potrebbe essere un ‘discorso al cuore’ e portare magari qualche anziano a mettere proprio lì la croce. Più o meno la stessa idea avuta da un altro paio di presentatori di un altro paio di simboli, che hanno sopra stampato, in salse diverse, l’icona con la Falce e Martello comunista, scomparso invece dal simbolo degli eredi del Pci. Proprio la sinistra Arcobaleno merita un discorso a parte: Rifondazione, Verdi, Pdci e Sinistra democratica hanno infatti presentato un simbolo e un programma comune, ma hanno anche presentato simboli e programmi propri. Lo stesso ha fatto An, che ha comunque presentato oggi il proprio simbolo “per proteggerlo – hanno spiegato i presentatori – da tentativi di imitazione”. Le elezioni 2008 saranno poi ricordate per l’introduzione nelò novero dei simboli, dopo le decine di vegetali, anche di un coleottero: il Grillo. A oggi sono infatti quattro i simboli che si richiamano al cognome del popolare comico genovese, utilizzato a mo’ di icona da molti sostenitori dell’antipolitica. Da ultimo, c’è da rilevare che oggi nessun ‘big’ della politica si è presentato a portare il proprio simbolo. Unico volto noto all’ufficio del Viminale è stato quello di ‘big’ Giuliano Ferrara, che ha presentato il simbolo e il programma delle lista “contro l’aborto e per la tutela della vita” alla Camera dei deputati.

Fatto l’accordo Rosa bianca, Udc, De Mita Sarà capolista al Senato

Archiviato in: Elezioni Politiche 2008 — ponzanotizie @ 20:29

demita.gif Marco Follini per arginare De Mita. Con il matrimonio tra l’Udc di Pierferdinando Casini e la Rosa Bianca, fondata da Pezzotta, Tabacci, Baccini e Gerardo Bianco i poli presenti al voto del 13 aprile diventano quattro: oltre alla Costituente di Centro, come si chiamerà la nuova alleanza, ci sono infatti la Pdl di Silvio Berlusconi, il Pd di Walter Veltroni e la Sinistra Arcobaleno di Bertinotti.
A tessere la tela dell’ultima formazione, quella di Centro, che si rafforza con la presenza di Ciriaco De Mita, escluso dal Pd dalle candidature, è stato un irpino eccellente, Pellegrino Capaldo, docente di economia, fratello maggiore dell’ex sindaco di Atripalda, Gerardo. E’ stato lui, uno dei fondatori della Rosa Bianca, a limare nel corso di un ufficio politico durato moltissime ore, le condizioni per l’intesa, dopo che durante la mattinata di ieri, sembrava tutto saltato.
Quali i punti dell’intesa?
Udc e Rosa Bianca correranno insieme alle elezioni del 13-14 aprile: il premier sarà unico e sarà Casini ma il segretario diventa Savino Pezzotta, uno dei quattro padri fondatori della Rosa Bianca; il simbolo sarà quello dell’Udc con lo scudocrociato e “qualche ritocco come la dicitura Costituente di centro”; unica sarà anche la lista “dove Rosa Bianca e Udc inseriranno i propri candidati secondo i rispettivi codici etici” mette le mani avanti l’ex segretario della Cisl.
Con Udc e Rosa Bianca, anche gli amici ex popolari, e quelli delle associazioni laiche e cattoliche. Ciriaco De Mita uscito polemicamente dal Pd perchè escluso dalle liste per sopraggiunti limiti di mandato, fa parte della intesa e sarà candidato al Senato nel collegio della Campania. Una cosa è certa e la dicono tutti chiaramente, da Casini a Baccini passando per Tabacci: “Nessuno ha intenzione di rifare la Dc”.
Dunque è che è nata una Costituente per dare vita e far crescere un nuovo soggetto politico di centro: si tratta – spiega Pezzotta – “di un percorso lungo in cui ogni anima di questo centro si dovrà confrontare per superare i rimasugli che ognuno di noi si può portare dietro”. L’ex segretario della Cisl, l’inventore del Family day sarà il coordinatore, garante e notaio di questa fase. Nell’immediato, per non perdere tempo, è stato stretto un patto elettorale per le elezioni politiche che vede alleati e fusi insieme Rosa Bianca e Udc. Significa che il Movimento, nato la sera del 30 gennaio con l’uscita di Bruno Tabacci e Mario Baccini dall’Udc, è destinato a scomparire? “Neanche per idea – spiega Pezzotta – la Rosa Bianca avrà sue liste e il suo simbolo alle elezioni amministrative. Correrà da sola per il rinnovo dei comuni, delle provincie e delle regioni”.
Chi ha dovuto fare un passo indietro è sicuramente Bruno Tabacci, che era già stato presentato come candidato premier della Rosa Bianca, l’uomo che più ha spinto per uscire dall’Udc quando ancora il partito di Casini sembrava ben saldo nella coalizione col Cavaliere e Fini e pronto a un trionfo elettorale. “Farà un passo indietro adesso per farne poi due in avanti dopo perchè il progetto che abbiamo delineato va avanti”.
La verità è che nessuno – nè dalle parti della Rosa nè da quelle dell’udc – sta facendo i salti di gioia. “Vado avanti fino in fondo con la Rosa Bianca e cerco di costruire il centro che vorrei per scardinare i due poli correndo il rischio di non arrivare al quattro per cento? O faccio un accordo con l’Udc, costruisco un partito nuovo che nasce già con mille difetti ma almeno non mi assumo la responsabilità storica di frantumare l’unico spazio politico che nel tempo aiuterà l’Italia ad uscire dall’incubo del duopolio in cui si è cacciata?” scriveva ieri sul suo blog Tabacci parlando del dubbio che da notti gli leva il sonno.
I nodi restano sulle candidature, sia dal punto di vista numerico (Casini è disposto a concedere 5-6 seggi di circa 40 che pensano di poter prendere, trenta meno di quelli attuali) e qualitativo. La Rosa, per essere chiari, non vuole Cuffaro in lista

Corriere dell’Irpinia del 29 febbraio 2008

Marco Follini per arginare De Mita.

Ciriaco De Mita candidato capolista al Senato, il Pd corre ai ripari. I rumors che danno, dai palazzi romani, il Vate di Nusco in corsa come capolista in Campania per la Rosa Bianca – Udc del duo Tabacci-Casini, sembrano aver scompaginato i piani di Walter Veltroni per la Campania.
Sul tavolo il leader del Pd ha i sondaggi effettuati su base regionale, non ancora pubblicati.
Secondo indiscrezioni, il Pd sarebbe al 23% in Campania, una delle percentuali più basse per i veltroniani.
E’ “rischio emorragia voti”, allora. Un rischio ancor più avvalorato dalla discesa in campo dell’ottuagenario ex presidente del Consiglio.
Da qui la scelta possibile di puntare su un altro cavallo di razza della diaspora democristiana: Marco Follini. L’ex leader dell’Italia di Mezzo contro De Mita al Senato per indurre, sulla linea del modernismo, gli elettori dell’ex Margherita a scegliere il Pd piuttosto che i moderati di centro dalle incerte percentuali.
Che la scelta debba essere fatta, per contrastare De Mita, tra gli ex dc del Pd, lo conferma un’altra voce dal Transatlantico: la candidatura di testa al Senato sarebbe stata offerta anche a Pierino Squeglia. Che, per ora, avrebbe rifiutato.

Campania: Pd, i conti non tornano: ressa per i posti sicuri

Archiviato in: Elezioni Politiche 2008 — ponzanotizie @ 20:27

veltroni.jpg Scendono in campo i leader. Veltroni forse a Napoli. In pista anche Follini e Franceschini. Il Pd in Campania scalda i motori. E mentre a Roma il segretario regionale Tino Iannuzzi consegna nelle mani di Dario Franceschini e Goffredo Bettini le rose di nomi proposte dalle segreterie provinciali, …ecco che alla Stazione marittima, su iniziativa del vice-sindaco Tino Santangelo e degli assessori regionali molto vicini al governatore Andrea Cozzolino ed Ennio Cascetta, si riunisce una foltissima rappresentanza delle amministrazioni regionale e comunale sotto lo slogan «Ricominciamo con il cuore e con la testa», inaugurando nei fatti la campagna elettorale per le Politiche. Ma andiamo con ordine: a Roma sbarca il caso-Campania. Iannuzzi, Franceschini e Bettini hanno un primo approcccio con le proposte di nomi e con i criteri per la selezione, nell’obiettivo di giungere domenica alla composizione delle liste. Si ragiona sugli uscenti, sulla possibilità di deroghe (probabile per Franca Chiaromonte, un po’ meno ma sempre in piedi per Umberto Ranieri), sulla quota consistente da assicurare a giovani e donne. Intanto, le indiscrezioni continuano a circolare. Nella quota nazionale che Roma si riserverebbe, insieme all’ex direttore del Mattino Paolo Gambescia e il prefetto Achille Serra (che però potrebbe correre in Toscana), figurano altri nomi: Raffaele Ranucci, ex assessore della Regione Lazio e amministratore delegato di Trambus, Raffaele Calabrò, docente universitario ed ex assessore della giunta Rastrelli, e l’armatrice Maria Grazia Bottiglieri. A livello locale invece si registra prendere quota la candidatura di Emilio Montemarano, il figlio dell’assessore regionale alla Sanità eletto in Consiglio comunale a Napoli con 7mila voti, secondo solo a Silvio Berlusconi. Un consenso elettorale che farebbe superare le resistenze di chi ricorda le difficoltà della gestione della Sanità. C’è da segnalare inoltre un caso-Carloni. Rispetto all’ipotesi che voleva la senatrice uscente Annamaria Carloni in corsa in Emilia Romagna, la diretta interessata smentisce: «A me nessuno ha detto niente, ma mi pare una cosa molto stravagante». In sintesi, ecco alcuni dei nomi proposti per Campania 1 e Senato da Napoli: Teresa Armato, Nicola Tremante, Michele Gravano, Enrico Cardillo, Angela Cortese, Tino Santangelo, Luisa Bossa, Massimiliano Manfredi, Federico Rossi, Eugenio Mazzarella, Anna Rea, Peppe Russo, Enzo Maria Ruggiero, Marco Rossi Doria, Domenico Tuccillo, Salvatore Piccolo, Leonardo Impegno, Gaetano Bocchetti e Geremia Gaudino. Per Campania 2, l’indicazione di maggiore rilievo riguarda l’europarlamentare di Salerno Alfonso Andria (in caso di successo lascerebbe il posto alla presidente regionale Graziella Pagano, prima dei non eletti). Da Avellino dovrebbe esserci l’assessore regionale Enzo De Luca. Da Benevento il vice-sindaco Raffaele Del Vecchio, Giulia Abbate, Dora Ialeggio e Giulia Falato. Grande partecipazione, intanto, alla Stazione marittima alla convention degli amministratori in carica del Pd, che siglano un patto, quasi il primo passo per una nuova corrente. Sono presenti in tanti. Tra i politici, il sindaco Rosa Iervolino (che lancia Santangelo verso il Senato e spiega: «L’incarico parlamentare non è incompatibile»), Antonio Valiante, Maria Fortuna Incostante, Rosa D’Amelio, Emilio Montemarano, Antonio Amato, Teresa Armato, Ferdinando Balzamo, Giuseppe Balzamo, Antonio Borriello, Felice Iossa, Pietro Ciarlo, Roberto De Masi, Diego Belliazzi, Peppe Russo, Elisabetta Gambardella, Antonio Marciano. Ma c’è anche il mondo delle professioni: Andrea Ballabio, Massimo Lo Cicero, Enzo e Riccardo Giustino, Ambrogio Prezioso, Mario Hubler, Achille Natalizio, Gennaro Biondi, Benedetto Gravagnuolo, Raffaele Cercola, Riccardo Mercurio, Antonio Pace, Ugo Marani. Si discute di rilancio e di rinnovamento. E Cascetta ammonisce riferendosi al «necessario ricambio della classe dirigente»: «Come se bastasse la semplice novità dei nomi – o ancora peggio l’etichetta di nuovo – per fare buona politica e non contassero invece anche le esperienze, le cose fatte, le storie personali». E cita Cicerone: «Nulla che sia del tutto nuovo è perfetto».

Scendono in campo i leader. Veltroni forse a Napoli. In pista anche Follini e Franceschini.

VELTRONI capolista a Napoli, Franceschini in Campania 2, Follini al Senato. Forse è un po´ troppo, tre dirigenti nazionali saprebbero davvero di commissariamento per il Pd locale. Però sono ipotesi alle quali si lavora in queste ore. Il primo segnale, ieri mattina, è stata la voce di una possibile candidatura di Marco Follini, che nel frattempo stava aprendo la nuova sede del partito in via Nazario Sauro, come capolista al Senato. Ipotesi suggestiva: andare a rompere le uova nel paniere a Casini e De Mita.
Proprio in quelle ore infatti maturava a Roma anche l´accordo fra Udc e Rosa bianca e si rafforzava l´idea che De Mita guidi la nuova formazione al Senato. Follini parrebbe anche pronto al duello: «La sua mossa non me la spiego – dice dell´abbandono di De Mita – Lasciatemi dire che confermo la mia stima per lui, ma la sua scelta ha tolto qualcosa alla sua grandezza».
Il guaio è che Follini al Senato comporterebbe lo spostamento di Luigi Nicolais in Campania 1 alla Camera, dove però da tempo a Roma si cerca un nome nuovo, possibilmente femminile. A scanso di equivoci, ieri Nicolais ha avuto un colloquio con Veltroni, mentre il segretario regionale Tino Iannuzzi andava a conferire con Goffredo Bettini e Dario Franceschini. Dunque non è escluso che alla fine Nicolais ritrovi collocazione al Senato. Intanto oggi il ministro sarà a Napoli, per un dibattito su “Impegno nazionale e governo della città” con Benedetto Gravagnuolo e Giuseppe Ossorio, e poi anche per una visita alla Winter School di Mezzogiorno Europa.
Aperta la questione Campania 2. Vi sarebbe dovuto finire il prefetto Achille Serra, ma ormai per lui è maturata la destinazione Toscana. Sicché ieri il vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante ha chiesto in quella circoscrizione un capolista di estrazione popolare. E, siccome davanti c´era Follini, si è discusso della possibilità che toccasse allo stesso Follini. Oppure, visto che questi potrebbe avere interesse a investire in quella circoscrizione il suo pupillo Stefano Graziano, potrebbe toccare a Dario Franceschini. L´opzione popolare farebbe tornare i conti con i diessini, sia per Nicolais al Senato sia per l´altra clamorosa mossa di cui si comincia a parlare: se davvero non si trova il numero uno d´immagine, giovane e/o donna, a Napoli potrebbe scendere in lizza direttamente Walter Veltroni o, in subordine, Massimo D´Alema.
Quanto alle indicazioni locali, è ormai sensazione collettiva che sulla massa di nomi portati a Roma calerà domenica notte la scure della direzione nazionale, che peraltro ha da tempo su carta alcuni nomi suoi. Per cominciare due donne, Pina Picierno, ex presidente della giovanile della Margherita, e Annamaria Parente, unica campana nell´esecutivo di Veltroni. Poi Paolo Gambescia, ex direttore del “Mattino”, quasi a completare l´abbandono di Antonio Polito, tornato alla direzione del “Riformista”. E ancora l´armatrice Maria Grazia Bottiglieri, con un passato nel centrodestra, di cui fu candidata alla Camera nel 1996. Dalla Campania arrivano comunque proposte. C´è quella di Angela Cortese, che potrebbe tagliare la strada alla conferma di Riccardo Marone. Da circoli e iscritti arrivano 600 firme per Lucio Natale, 40 anni, esperto di marketing territoriale, direttore dell´Ufficio di sviluppo territoriale di Bagnolifutura e membro del consiglio di amministrazione della “Film commission” regionale. C´è poi un nutrito gruppo di consiglieri comunali che propone Emilio Montemarano, figlio dell´assessore regionale Angelo, già primatista di voti. Si tratta di un´area di scontenti, che potrebbe finire anche nel solco della diaspora demitiana. Il sindaco Rosa Russo Iervolino lancia il suo vice Tino Santangelo

Repubblica del 29 febbraio 2008

Campania: Pina Picierno capolista al posto di De Mita

Archiviato in: Politica — ponzanotizie @ 20:26

picerno.gif Sarà una giovane di 26 anni, Pina Picierno, la capolista del Partito Democratico in Campania «laddove si sarebbe dovuto candidare De Mita». Lo ha annunciato il segretario del Pd Walter Veltroni, in un incontro pubblico al teatro del Pavone a Perugia. Veltroni ha detto che non si presenterà capolista in nessuna circoscrizione, ma in quattro di esse sarà al secondo posto dietro ad un giovane:in Piemonte dietro a Matteo Colaninno, a Roma dietro a Marianna Madia, in Sicilia dietro a un 30enne di cui sarà annunciato presto il nome, e in Campania dopo Pina Picierno. «Sarà capolista – ha detto Veltroni – là dove lo era De Mita. È una 26enne, da anni impegnata. Non c’è bisogno di avere tanti anni per saper dare tanto».
Chi è – Picierno, originaria di Teano (lo zio fu sindaco dc di quella città del Casertano), è stata presidente federale dei giovani della Margherita. Finora si è divisa tra la passione per il volontariato nella Croce Rossa, la politica e il lavoro di consulente in comunicazione, oltre a collaborare con la cattedra di «Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale» all’Università di Salerno. Ama i gatti, la cioccolata e la poesia. In un blog di Dario Franceschinio rivelò che conclude le serate con i versi di Neruda e un cucchiaio di Nutella: «In assoluto i miei preferiti».
La curiosità – La cosa più curiosa, tuttavia, è che Pina Picierno si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul linguaggio di Ciriaco De Mita. «Una tesi sperimentale – raccontò a al Corriere del Mezzogiorno -. De Mita è stato un innovatore ed è stato interessante studiare come costruisce le frasi. E in che modo le costruisce? Utilizza le metafore, mutuate per lo più dal mondo del calcio o della sanità, per costruire un discorso diretto alla gente comune. Inoltre fa riferimenti alla sua esperienza o vita privata, un modo per coinvolgere gli interlocutori che si possono identificare». Ora invece, dovrà sostituire proprio il suo «mito» che, magari, sarà suo avversario nella circoscrione Campania2. Tentando di batterlo, dopo averlo tanto studiato.

Corriere del Mezzogiorno del 29 febbraio 2008

Campania: Bassolino rinviato a giudizio, processo al via il 14 maggio

Archiviato in: Politica — ponzanotizie @ 20:24

bassolino2.gif 

Il presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, e altri 27 imputati nel procedimento per le presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti sono stati rinviati a giudizio. Lo ha deciso il gup Marcello Piscopo. Il processo comincerà il 14 maggio davanti alla quinta sezione del Tribunale di Napoli.
Gli imputati sono stati rinviati a giudizio per tutti i reati contestati, che vanno dalla frode in pubbliche forniture alla truffa aggravata ai danni dello Stato, al falso e all’abuso d’ ufficio. Il rinvio a giudizio riguarda anche le “persone giuridiche” ovvero le società Impregilo, Fibe, Fisia Italia Impianti, Fibe Campania e Gestione Napoli. Le società vanno a giudizio per illecito amministrativo

ANSA del 29 febbraio 2008

Elezioni 2008, la politica sceglie Internet

elezioni303_img2.jpg La politica si affida ad Internet per comunicare,
reclutare gente, convincere ed ammaliare in vista della
tornata elettorale del 13 e del 14 aprile
: perchè i
nuovi media sanno fare meglio di ciò che può fare una
campagna elettorale tradizionale, basata sui manifesti e
sugli slogan. Così il Pd e ilPdl hanno dato nuovo impulso ai loro siti
istituzionali legandoli il primo a blog (Partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it)
e a forum media (Newmedia.gruppi.ilcannocchiale.it) mentre il secondo ad una

Community del Popolo del Centro Destra
e ad un blog gestito da Mara Carfagna.

L’Udc dal canto suo comunica non solo tramite il suo sito Web ma anche tramite un vero e proprio notiziario online (NoiPress) che punta a scovare nomi interessanti e a presentare all’elettorato il proprio partito sotto punti di vista diversi.

Va fortissimo tra i candidati del Pdl, del Pd e dell’Udc anche MySpace con gli spazi di

Gianfranco Fini
, Pier Ferdinando Casini con PierferdiAnna Finocchiaro.

E se dal sito de La Destra si accede ai blog di Francesco Storace,
Teodoro Buontempo e Giulio La Starza, la Sinistra Arcobaleno è probabilmente l’unica
formazione a non voler marcare il territorio sul Web e dunque ciò che si trova in giro è solo una raccolta di infomazioni stampa a meno che non si navighi sul sito di
Rifondazione Comunista
. Non mancano gli ormai famosi blog di Clemente Mastella (aggiornato però fino al giorno delle dimissioni, il 17 gennaio) e di Antonio Di Pietro, vero mattatore del genere.

Anche YouTube alza la voce e offre spazio virtuale ai canali dell’users Rialzati Italia, ForzaItaliaVideo e della Tv della libertà; spazio anche allo spot del Pd e un canale dedicato a CasiniPresidente. Quello che però ci si chiede: siamo sicuri che la
scelta del web come canale comunicativo sia realmente indice di un cambiamento delle modalità della politica?
Oppure, come ci sembra più chiaro, è l’ennesimo modo per la politica di far finta di allinearsi senza però mai e poi mai mettersi davvero in discussione?

Berlusconi: il programma del Pdl in 12 pagine

Archiviato in: Elezioni Politiche 2008 — ponzanotizie @ 16:44

silvio-vincente1.jpg Sette missioni sintetizzate in 12 pagine: questo il programma presentato da Silvio Berlusconi che ha dato ufficialmente il via alla campagna elettorale del Pdl.”Da sempre per le forze della sinistra il programma non conta nulla, in quanto in tutte le passate elezioni hanno presentato un programma che poi non è stato rispettato. E’ uno specchietto per le allodole”, ha iniziato Berlusconi che ha poi subito presentato le sue missioni sostenendo che “ci vuole coraggio per succedere a questo governo che ha fatto tanti danni, ma se uno sente di dover fare una cosa deve trovare il coraggio di farlo”.

Le sette missioni sono, nello specifico: la prima missione è rilanciare lo sviluppo, la seconda è sostenere la famiglia, la terza riguarda più sicurezza e più giustizia. La quarta missione è relativa ai servizi ai cittadini, la quinta è dedicata al Sud, la sesta al federalismo e la settima ad un piano straordinario di finanza pubblica.

Nello specifico il Cavaliere parla di aumento delle pensioni minime, taglio dell’Ici, detassazione degli straordinari e della tredicesima ma anche di “esclusione degli sconti di pena per chi è recidivo e per chi commetta reati particolarmente efferati e inasprimento delle pene per i reati più odiose contro minori e donne”.

Via libera, infine, al nucleare senza il quale, ha affermato Berlusconi, “non c’è alternativa”.

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