PONZANOTIZIE

14 Marzo 2008

IRAN; ELEZIONI, AFFLUENZA “TRIONFALE” SECONDO VICE MIN.INTERNI

Archiviato in: Politica, elezioni, estero — ponzanotizie @ 18:31

iran.jpg Teheran, 14 mar. (Apcom) - E’ “trionfale” il tasso di partecipazione alle elezioni iraniane di oggi. Lo ha affermato il vice ministro degli Interni di Teheran, che non ha voluto però fornire cifre. Il portavoce del governo, Gholam Hossein Elham, ha da parte sua previsto un’affluenza pari almeno al sessanta per cento. “La giornata è stata finora gloriosa e il popolo ha risposto positivamente all’appello della guida suprema”, l’ayatollah Ali Khamenei, a votare in massa, ha dichiarato il generale Afshar dopo mezzogiorno, ai microfoni della televisione di stato. Ha citato “osservatori” che hanno ammesso che “abbiamo un’elezione paragonabile alle precedenti, con una partecipazione più trionfale e uno svolgimento più sano”. Se questa tendenza si conferma, speriamo di avere la massima affluenza”, ha aggiunto. Quanti cittadini andranno alle urne è la grande incognita di una votazione dove è scontata la vittoria dei conservatori – che predominano il parlamento uscente – viste le squalifiche di un gran numero di candidati riformatori. Il portavoce del governo ha “previsto che il tasso di partecipazione sarà pari almeno al sessanta per cento”, in una dichiarazione alla stampa al ministero degli Interni. Una cifra simile a quella ipotizzata alcuni giorni fa dall’agenzia ufficiale Irna in base a un sondaggio. Ma a meno di un’ora dalla chiusura dalle urne (alle 18 locali, le 15.30 italiane), non è stato annunciato alcun dato ufficiale sulla partecipazione. Le operazioni di voto sono iniziate alle 8 locali (le 5.30 in Italia), ma la chiusura dei seggi potrebbe essere posticipata di un’ora come nel caso della consultazione precedente. Il tasso di partecipazione più basso alle elezioni è stato registrato in occasione delle precedenti, nel 2004, con il 51,2 per cento, e il più alto nel 1996, con il 71 per cento.

ELEZIONI;SCONTRO PDL-PD SU’PROGRAMMA MARTINO’ PER MISSIONI ESTERE

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(Apcom) - E’ scontro sulla politica estera, dopo che l’ex ministro della Difesa nel governo Berlusconi, Antonio Martino, ha esposto il suo ‘programma di governo’ per quel che riguarda le missioni militari. Immediate le reazioni di Romano Prodi e Massimo D’Alema, che hanno condannato duramente le dichiarazioni di Martino con giudizi che vanno dall’”irresponsabile” al “ridicolo”. “Ridurre drasticamente o cancellare la nostra presenza in Libano, aumentare significativamente il numero dei nostri uomini in Afghanistan, e inviare istruttori militari in Iraq e in Kosovo. Se fossi ministro della Difesa è quello che farei”, dice Martino in un’intervista al ‘Quotidiano Nazionale’. Non solo: ‘Italia dovrebbe acconsentire ad utilizzare i soldati “anche in azioni di combattimento contro i talebani”, e quanto al ritorno in Iraq, Martino dice: “Smettiamola con questa idea dell’Italia con le mani legate dietro la schiena. La alleanze non sono a senso unico e per governare serve anche la spina dorsale”. Concetti che non sono una novità, nel Popolo della Libertà. Solo l’altro ieri, anche Gianfranco Fini aveva sostenuto che “in alcune aree abbiamo un numero di militari superiori alle nostre possibilità. Per esempio la nostra presenza in Libano è sovrastimata rispetto alle necessità”. E anche l’ex ministro degli Esteri spiegava che “prima di dire no ad un rafforzamento della nostra presenza in Afghanistan ci penserei bene”. Parole, quelle di Martino, che suscitano la dura replica del governo uscente. Per il premier Romano Prodi, quelle dell’ex ministro Antonio Martino sul ritiro dal Libano sono “affermazioni di gravità enorme”, anche per “le conseguenze sull’Iraq e sul Libano”. Ed è lo stesso Prodi a riferire di una prima conseguenza: il presidente del Parlamento libanese ha convocato l’ambasciatore italiano a Beirut per chiedere spiegazioni sulle parole di Martino. Per Prodi la proposta di tornare in Iraq e uscire dal Libano è “drammatico come messaggio politico”, poiché l’Italia è voluta uscire da una guerra ingiusta che “la maggioranza del popolo americano non vuole” ed è entrata in una missione di pace che “tutti ritengono indispensabile per la stabilità e l’equilibrio della zona”. Insomma, per Prodi “dopo affermazioni come questa, logica vorrebbe che non fosse più ministro”. Altrettanto duro il ministro degli Esteri Massimo D’Alema: “C’è un aspetto ridicolo sul fatto che Martino voglia tornare in Iraq quando anche gli Stati Uniti se ne vogliono andare. Sono affermazioni al di fuori dal tempo” ha spiegato D’Alema, definendo le affermazioni dell’esponente del Pdl “sconcertanti”. Se questo è il modo in cui la classe dirigente che vuole governare il Paese” intende trattare la politica estera “è estremamente preoccupante”, per il capo della diplomazia, che ha esortato a tenere fuori dalla campagna elettorale “questioni di questa delicatezza”. La discussione in atto per D’Alema è “confusa, violenta, strumentale e priva di qualunque serietà” e rischia “in qualche settimana di dilapidare il prestigio dell’Italia”. Per D’Alema, “se si vuole per odio politico smantellare” la posizione acquisita dall’Italia “si dimostra di essere delle persone irresponsabili e non in grado di governare”.

12 Marzo 2008

EMANUELE DI SAVOIA, MI CANDIDO

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“Mi candido come indipendente nella mia lista “Valori e futuro” per la circoscrizione Europa Camera. Lo so che e’ un rischio, ma, avendo vissuto molti anni all’estero, conosco i problemi degli italiani all’estero”. Lo afferma Emanuele Filiberto di Savoia alla trasmissione “Mattino cinque”. (AGI) – Roma, 12 mar.

11 Marzo 2008

ELEZIONI; FINANCIAL TIMES: “GRANDE COALIZIONE” FERMI DECLINO

Ma quotidiano finanziario non crede a sconfitta “conservatori”

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(Apcom) - L’Italia ha bisogno di “una Grande coalizione”, unica possibilità per arrestare il “declino economico” e realizzare riforme istituzionali che assicurino “stabilità”. La tesi, del columnist Geoff Andrews, è presentata oggi dal Financial Times. “All’Italia – si legge sul quotidiano finanziario – serve un nuovo accordo che preveda riforme istituzionali e modernizzazione economica”. “Può ottenerlo – argomenta Andrews – solo attraverso una Grande coalizione che crei consenso non solo tra i differenti partiti ma anche con figure come Luca Cordero di Montezemolo, il leader della confederazione degli industriali divenuto nelle ultime settimane una voce influente sul declino della competitività e la stagnazione economica in Italia”. Secondo l’opinionista del Financial Times, tuttavia, è possibile che all’indomani del voto politico del 13 e 14 aprile il “nuovo spirito” di “unità nazionale” e di “rinnovamento” diffuso nella società italiana sia “frustrato” dagli “interessi privati della classe politica”. Al riguardo, Andrews sottolinea le difficoltà di un’intesa tra i principali protagonisti della vicenda italiana, il Partito democratico (Pd) di Walter Veltroni e il Partito del popolo della libertà (Pdl) di Silvio Berlusconi. Secondo il columnist, l’ex sindaco di Roma “sembra aver colto il momento per un rinnovamento nazionale”. Quanto a Berlusconi, però, avrebbe già dimostrato che i suoi interessi privati “non sono negoziabili”. A complicare il quadro – osserva Andrews – contribuisce l’Udc, il partito centrista di Pier Ferdinando Casini destinato ad aver un ruolo cruciale in “ogni” futura trattativa. “Possiamo aspettarci – è la sconsolata conclusione del columnist del Financial Times – che i vecchi interessi conservatori serrino le file: non trattenete il respiro”.

Le liste regione per regione

Concluse le operazioni di presentazione delle liste, questo è il quadro regione per regione: elezioni303_img8.jpg  Fonte ANSA

FRIULI – alla Camera Damiano (Pd), Frattini (Pdl) e Spini (Ps), e l’ex comandante della K-For nei Balcani, il generale Silvio Mazzaroli (Idv) al Senato, sono i nomi di maggior spicco. Per La Destra, al Senato, Storace, lascia il posto di capolista,unica regione in Italia, ad Angelo Lippi, consigliere comunale di Trieste che ha lasciato An. Angelo Sandri, della Dc esclusa, è stato invece inserito nelle liste dell’Udc alla Camera.In Friuli Venezia Giulia sono state presentate 17 liste per la Camera e 16 per il Senato.

LOMBARDIA – Sono state consegnare 21 liste per il Senato e 18 per la Camera. Al Senato lo scontro più interessante è quello fra il cattolico Roberto Formigoni, capolista del Pdl, e il laico Umberto Veronesi, capolista per il Pd. Alla Camera, invece, il duello è tutto familiare: Stefania Craxi si presenta a Milano con il Popolo della libertà, mentre suo fratello Bobo é capolista del Partito socialista.

LIGURIA – Il PD si presenta con due donne capolista (Roberta Pinotti e Giovanna Melandri) in Liguria, unica regione italiana, Il Pdl aveva presentato le sue liste con Berlusconi e Fini capilista alla Camera ed Enrico Musso capolista al Senato. Tra le esclusioni eccellenti nel Pdl il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi e nel Pd Graziano Mazzarello. Non si ricandida nelle liste della Sinistra Arcobaleno Heidi Giuliani. Sono 16 le liste alla Camera e 14 al Senato.

EMILIA ROMAGNA – Sono 38 le liste presentate, 19 per il Senato ed altrettante per la Camera. L’ultima è stata l’Udc che avrà come capilista Pier Ferdinando Casini alla Camera ed Elvio Ubaldi al Senato. Tra le liste minori, “Pane Pace e Lavoro” o ‘Miogoverno.it-50.000 noi”. I rappresentanti di ‘Per il Sud’, a sostegno della lista hanno presentato solo una firma, per sottolineare la differenza di trattamento con i partiti maggiori, esentati dall’obbligo di accompagnare le liste con le firme.

BASILICATA – Sono 32 le liste, 16 alla Camera e 16 al Senato, per un totale di 18. C’é anche una ’speciale gara’ tra due storici rappresentanti della ex Dc di Potenza: l’ex sindaco Gaetano Fierro, capolista al Senato per i “Popolari Uniti”,nata dopo la scissione dall’Udeur, e dell’ex deputato della Margherita Giuseppe Molinari, candidato alla Camera nelle liste dell’Unione di Centro.

SARDEGNA – 18 le liste presentate. Per il Pdl alla Camera dopo Berlusconi e Fini, c’é Pili, seguito da Murgia, di An. Al Senato capolista è l’ex ministro dell’Interno Pisanu. L’Udc alla Camera schiera Casini capolista. Per il Senato in cima c’é Francesco D’Onofrio. Mpa-Movimento per l’Autonomia si presenta al Senato con Antioco Giuseppe Manca capolista, mentre alla Camera c’é Raffaele Lombardo, poi il sassarese Sassu. Per il Psd’Az al Senato capolista Paolo Maninchedda, dietro Giuseppe Atzeri. Alla Camera in cima alla lista c’é la consigliera comunale di Cagliari Claudia Zuncheddu seguita da Francesca Monni. Per il PS alla Camera il capolista è Peppino Balia. Al Senato, capolista è il sottosegretario della Difesa Emidio Casula, seguito da Anna Marchesi.

UMBRIA – 17 le liste presentate per la Camera e 17 per il Senato. Alla Camera per il Pdl ci sono Berlusconi, Fini e il gen. Roberto Speciale. La Destra con Daniela Santanché capolista, seguita Buontempo. Bossi è capolista per la Lega e Di Pietro per l’ IVD, mentre Casini guida l’Udc. Al Senato il Pd presenta come capolista Rutelli e la Lega Calderoli.

CAMPANIA – Ci sono Berlusconi, Fini, D’ Alema, Veltroni, Casini, Boselli, Storace, e tra i capolista, l’ ex ministro degli Interni Vincenzo Scotti che guida al Senato la lista del “Movimento per l’ autonomia”,De Mita,capolista dell’ Udc ancora al Senato. Per l’ Mpa l’ ex capogruppo dell’ Udeur al senato Barbato ed i senatori di FI Girfatti e Brusco.

MOLISE – Sono 18 le liste e alla Camera e al Senato. Tra i big candidati c’é anche il ministro Antonio Di Pietro, capolista alla Camera. Alla Camera il Pdl candida come capolista Berlusconi, per La Destra c’é Santanché, mentre per il PS è candidato Angius. Al Senato l’Udc presenta come capolista D’Onofrio, La Destra Storace. Il sen. Luigi Di Bartolomeo (Fi) ha ritirato all’ultimo secondo la candidatura a numero 2 alla lista per il Senato del Pdl.

CALABRIA – 18 liste alla Camera e al Senato. Il viceministro Minniti (Camera) e l’ex vice capo della polizia De Sena (Senato) guidano le liste del Pd; per Idv ci sono: Teresa Cordopatri (Senato) e Antonio Di Pietro (Camera). Il Pdl, dopo i big Berlusconi e Fini, schiera alla Camera il segretario del Pri, Nucara, e lo stilista Santo Versace. Al Senato capolista è Francesco Nitto Palma. C’é il presidente uscente della Commissione antimafia, Francesco Forgione, capolista al Senato della Sinistra Arcobaleno. In corsa, ma solo alla Camera, Giuliano Ferrara con la lista ‘Aborto? No, grazie’. Daniela Santaché guida la lista ‘La Destra’ alla Camera, mentre al Senato c’é l’ex sindaco di Crotone Pasquale Senatore. Per l’Udc scende in campo Pier Ferdinando Casini, capolista alla Camera.

MARCHE – 18 le liste per la Camera e 16 per il Senato. Tra i candidati alla Camera, Berlusconi e Fini capilista per il Pdl, Bossi per la Lega Nord, Casini dell’Udc, Di Pietro per l’Idv. Sempre per Montecitorio corrono anche Santanché (Destra), Merloni (Pd). Per i Pro Life l’attrice Ilaria Occhini e lo stesso Giuliano Ferrara. Per il Senato si presentano nelle Marche per il Pd Giorgio Tonini capolista, Nicola Rossi e Fabrizio Morri. Capolista del Pdl è Mario Baldassarri.

VENETO – Dati per acquisiti i capilista Berlusconi e Fini nel Pdl, spicca la sfida tra imprenditori: per il Pd c’é capolista l’ex leader di Federmeccanica Calearo. Il Pdl gli contrappone Riello nella lista guidata dal governatore Galan. Sono 19 le liste presentate per il Senato; per la Camera 18 quelle in Veneto 2 e 20 in Veneto 1.

ABRUZZO – 19 liste alla Camera e 20 al Senato. Il ministro Turco e il sottosegretario Lolli per il Pd alla Camera contro il Pdl che, dopo Berlusconi e Fini, schiera Scelli. Con l’Udc dopo Casini c’é Adornato. Per l’Idv Di Pietro è seguito dal deputato uscente Carlo Costantini. La Sinistra Arcobaleno ha per capolista la sindacalista Betty Leone.

LAZIO – A Roma e nel Lazio tutti i big. A Roma per la Camera Berlusconi e Fini per il Pdl contro Marianna Madia e Veltroni per il Pd. E poi ancora Santanché-Buontempo per La Destra, Casini per l’Udc, Bertinotti per La Sinistra- L’Arcobaleno, Giuliano Ferrara ‘Aborto? no grazie’, Antonio Di Pietro per l’Idv apparentata con il Pd, Gavino Angius capolista dei socialisti. Per il Senato Storace, per La Destra, Marini per il Pd, l’ex presidente di Palazzo Madama Pera per il Pdl che, tra le polemiche, schiera Ciarrapico.

TRENTINO – Sono 18 le liste alla Camera e 14 per il Senato. Tra i big per la Camera figurano Berlusconi e Fini (Pdl), Bossi (Lega Nord), Di Pietro con Leoluca Orlando (Idv) e Valdo Spini (Ps). La lista Pd è aperta dai parlamentari uscenti Bressa e Laura Froner. Nella lista Pdl al terzo posto vi è l’olimpionica di Lillehammer Manuela di Centa. Per la Svp figurano i parlamentari uscenti Siegfried Brugger e Karl Zeller con le novità Magdalena Amhof e Paola Gasser.

VALLE D’AOSTA – 6 candidati alla Camera e 6 al Senato per l’unico seggio disponibile. Nella circoscrizione uninominale della regione, (dove i voti non entrano nel quorum nazionale), lo scontro è tra il Centro autonomista – al governo della Regione – ed i parlamentari uscenti, che hanno sostenuto il Governo Prodi.Presentata la lista di Azione sociale con Alessandra Mussolini-Circolo Destra valdostana che ha presentato una lista autonoma rispetto al Pdl.

PIEMONTE – Sono state presentate 18 liste per la Camera, e 17 per il Senato.

SICILIA – L’ex presidente della regione Cuffaro capolista per l’Udc al Senato, mentre Lumia, inizialmente escluso, è candidato al Senato per il Pd. Fioroni (Pd) capolista in Sicilia Occidentale, mentre in quella Orientale, prima di Veltroni c’é Giuseppe Barretta. Lombardo, Mpa, capolista, insieme all’ ex ministro Scotti.

CIRCOSCRIZIONE ESTERO – Per la circoscrizione estero il Pd e il Pdl hanno presentato presso la Corte di Appello di Roma liste in tutte le ripartizioni. Per l’Europa, il Pd candida al Senato Claudio Micheloni, alla Camera capolista è Franco Narducci. La Sinistra l’Arcobaleno si presenta solo nelle ripartizioni Europa (capolista Arnold Cassola), Sudamerica e Oceania. Sinistra critica è presente nella sola ripartizione Europa, capolista per la Camera è Giovanni Urracci,per il Senato Lucia Mastropietro. All’estero si presenta, tra gli altri, anche il Partito socialista nelle ripartizioni Europa, Sudamerica e Oceania, sia alla Camera che al Senato. La Destra è presente, sia alla Camera che al Senato, in Europa, Sudamerica e Nordamerica. Ieri avevano presentato le liste il Movimento associativo italiani all’estero, L’Italia dei Valori e La lista “L’altra Sicilia-Per il Sud”.

TOSCANA Liste PDL
CAMERA
Corrono per la Camera Paolo Bonaiuti, fiorentino, portavoce di Silvio Berlusconi (se ne parla come di un possibile candidato anche a sindaco di Firenze nel 2009), Elio Vito (capogruppo alla Camera di Forza Italia), Denis Verdini (coordinatore regionale di Fi), Riccardo Migliori (coordinatore toscano di An) Marco Martinelli (parlamentare uscente di An). In buona posizione tre candidate: la ex responsabile Marketing della Rai, Deborah Bergamini, il sindaco di Castiglione della Pescaia Monica Faenzi e Flavia Perina, direttore del Secolo d’Italia, già eletta nel 2006 nelle liste toscane di An. Più indietro Massimo Parisi, vicecoordinatore regionale di Fi, Gabriele Toccafondi, vicecapogruppo di Fi al Comune di Firenze, Maurizio Bianconi, consigliere regionale di An, Riccardo Mazzoni, direttore del Giornale della Toscana, Roberto Tortoli, ex sottosegretario all’Ambiente.
SENATO
Capolista l’ex ministro dell’Ambiente e capogruppo di An al Senato Altero Matteoli. Dietro di lui il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, toscano di Fivizzano, Gaetano Quagliariello, Franco Mugnai (grossetano senatore uscente di An), Paolo Amato (senatore fiorentino di Forza Italia) Achille Totano (giovane senatore uscente di An), Massimo Baldini (ex sottosegretario alle Comunicazioni). In posizione meno facile Lucio Barani (parlamentare uscente del Nuovo Psi), e Franco Banchi (ex Udc, ora Popolari Liberali).

ELEZIONI POLITICHE 13 E 14 APRILE 2008
Camera dei Deputati – LISTA PD
CIRCOSCRIZIONE XII TOSCANA

DARIO FRANCESCHINI
MICHELE VENTURA
ROSY BINDI
GIOVANNI CUPERLO
PAOLO FONTANELLI
ANTONELLO GIACOMELLI
FRANCO CECCUZZI
ERMETE REALACCI
DONELLA MATTESINI
ALBERTO FLUVI
LIDO SCARPETTI
ANDREA LULLI
ANDREA RIGONI
RAFFAELLA MARIANI
LUCA SANI
SILVIA VELO
ROSA DE PASQUALE
MARIA GRAZIA GATTI
ROLANDO NANNICINI
SUSANNA CENNI
TEA ALBINI
CLAUDIO FRANCI
GIACOMO BILLI
MARCO RUGGERI
FRANCESCA PACINI
ROSSELLA PAPPALARDO
LARA CHIARINI
EUGENIO GIANI
ALESSANDRA DALY
ALBERTO TACCIOLI
SILVIA MELANI
OLIVIA PICCHI
PAOLA GIFUNI
LETIZIA GIULIANI
SARA CURRADI
LORENZO CIANI
CAMILLA SANQUERIN
LORELLA RONCONI

9 Marzo 2008

SPAGNA al voto, primi risultati in serata

Archiviato in: Spagna Elezioni, elezioni, estero — ponzanotizie @ 12:19

La figlia del politico ucciso: votate in massa
Zapatero favorito di poco, grande incertezza per l’impatto dell’attentato e dell’astensione

MADRID – Dopo una vigilia elettorale di silenzio e lutto in Spagna, le urne si sono aperte alle ore nove. Oltre 35 milioni di elettori sono chiamati ad scegliere i 350 deputati del parlamento e a decidere se riconfermare al governo i socialisti di José Luis Rodriguez Zapatero o portare al potere il Partito Popolare di Mariano Rajoy.Il Paese va dunque al voto ancora sotto choc per l’uccisione dell’ex consigliere socialista basco attribuita all’Eta (che finora non ha rivendicato l’azione), rivivendo quasi l’incubo pre-elettorale di quattro anni fa. E se l’Eta ha invitato a boicottare il voto, la figlia della vittima ha rivolto un appello a tutti spagnoli.

LA FIGLIA DELL’UCCISO: VOTATE IN MASSA – «Chiedo a chi vuole esprimere solidarietà a mio padre e a noi per il nostro dolore di andare a votare in massa domani per dire agli assassini che non faremo un solo passo indietro» ha invocato Sandra Carrasco, la primogenita dell’ex consigliere socialista basco ucciso ieri dall’Eta. Parole pronunciate davanti alla folla di centinaia di persone che si è riunita davanti alla sede del Comune di Arrasate per ricordare il padre. È stato ucciso «per la sua difesa della libertà della democrazia e delle idee socialiste», ha affermato parlando del padre la giovane, che ha partecipato alla cerimonia in rappresentanza di tutta la famiglia. Prima un raduno pubblico di condanna a Mondragon, poi i funerali celebrati dal vescovo di San Sebastian Juan Maria Uriarte che ha denunciato la «violenza senza anima» dell’Eta, alla quale ha chiesto di «dissolversi». Le esequie, cui sono accorse migliaia di persone, si sono svolte alla presenza della vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega e di esponenti di tutti i partiti. Un addio commosso all’ennesima vittima mortale dell’Eta, dove però è mancata quell’unità fronte di al terrorismo che tutte le forze politiche invocano per porre fine all’ultimo conflitto armato in Europa occidentale. Dalla chiesa, per volontà della famiglia, è stata esclusa la stampa, dopo che venerdì sera l’accorrere dei politici alla cappella ardente aveva provocato l’ennesimo scontro fra socialisti e Partito Popolare (Pp, centrodestra) che per quattro anni si è opposto duramente in parlamento e nelle piazze alla strategia negoziale di Zapatero

ZAPATERO FAVORITO – In molti si chiedono se l’attentato sposterà voti. E, soprattutto, a favore di chi: se di Zapatero, favorito negli ultimi sondaggi seppur con un margine limitato (di circa 4 punti), o del suo suo sfidante conservatore Mariano Rajoy. I sondaggi dunque dicono Zapatero, ma nelle ultime quattro elezioni si sono sbagliati, e sul voto spagnolo pesano ancora incertezze non da poco, come il livello di astensione e, appunto, l’impatto che potrà avere sul voto l’assassinio del politico locale socialista.

SCRUTINIO – Gli elettori sono chiamati a eleggere la Camera dei Deputati (350 seggi) e una parte del Senato (208 seggi su un totale di 264). La Camera dei Deputati è eletta sulla base di 52 circoscrizioni con sistema proporzionale corretto. I partiti presentano i loro candidati in liste bloccate. Il Senato, il cui ruolo è molto meno importante di quello del Congresso, è ugualmente eletto sulla base delle province (a eccezione dell’arcipelago delle Canarie dove gli abitanti votano per isola), ma lo scrutinio è maggioritario.

CALENDARIO – I primi risultati si conosceranno intorno alle 21, circa un’ora dopo la chiusura dei seggi e l’inizio degli scrutini. Nel corso della giornata, il governo farà conoscere i dati di affluenza alle 14:30 e alle 18:30. In questa tornata elettorale si realizzerà anche un esperimento-pilota del cosiddetto «collegio amministrato elettronicamente» -in tre collegi elettorali a Alcobendas (Madrid), Toledo e Valladolid- dove i dati -raccolti informaticamente- verranno trasmessi al momento dello scrutinio direttamente al centro di raccolta dati. Le Camere elette avranno tempo fino al prossimo 3 aprile per riunirsi la prima volta. Dopo i risultato, il re Juan Carlos avvierà le consultazioni dei rappresentanti dei principali partiti politici dopo la quale proporrà un candidato alla presidenza del governo. Il candidato chiederà la fiducia al Congresso dei Deputati: se gli sarà concessa a maggioranza assoluta, sarà nominato capo dell’esecutivo e formerà il nuovo governo.
08 marzo 2008

Al Qaeda “assume” esperti” Fonte corriere.it

Archiviato in: Cronaca, Informatica e Internet, estero, terrorismo — ponzanotizie @ 11:34

Al Qaeda “assume” esperti
Al Qaeda assume. In un messaggio video Abu Al Yazid, un ideologo egiziano che ha assunto un ruolo preminente nel movimento di Bin Laden, ha lanciato un appello per l’arruolamento. Il leader ha sottolineato che Al Qaeda ha bisogno di volontari “esperti in computer” che possono aiutare l’organizzazione nel lavoro di propaganda. Nel corso degli anni la Jihad della parola ha assunto un peso fondamentale nella lotta e in certi casi ha superato l’attività militare vera e propria. Qui di seguito uno degli interventi di Al Yazid, considerato dagli americani uno dei principali ispiratori dei mujaheddin.

La bici-bomba
Terroristi e criminali sono sempre più tecnologici. Ma il presunto responsabile della mini-esplosione a Times Square ha sorpreso tutti. La polizia di New York ha ritrovato una bicicletta (vedi la foto) che potrebbe essere stata usata dall’uomo che ha lanciato un ordigno incendiario contro l’ufficio di reclutamento. Ora la scientifica è al lavoro per individuare eventuali impronte digitali. La bici è stata individuata su segnalazione di un cittadino tra la Madison Avenue e la Trentottesima strada.

Tradito dal blog
Kazumi Miura era sospettato di aver ucciso 28 anni fa la moglie a Los Angeles. Ma la polizia non era riuscita ad arrestarlo in quanto era tornato in Giappone. Processato e condannato ad un pena lieve, Miura è tornato in libertà iniziando una campagna per sostenere la sua totale innocenza diffondendo dvd e denunciano “la violenza di Los Angeles”. Diventato quasi una star, il presunto assassino ha creato un blog dove, un anno fa, ha annunciato un prossimo un viaggio a Guam, isola del Pacifico che è territorio americano. Un ufficiale in pensione della polizia di Los Angeles, che non ha mai smesso di tenerlo d’occhio, ha avvertito l’Immigrazione. E Miura è stato arrestato a Guam poco prima che riuscisse a fuggire.

La lista nera
Gli apparati di sicurezza americani continuano a schedare sospetti e potenziali terroristi. La lista nera, secondo nuove stime, contiene 860 mila nominativi. Un numero che va aldilà di qualsiasi valutazione reale del fenomeno terroristico.

La taglia-alberi
La mitragliatrice Dillon è in grado di tagliare un tronco con una pioggia di proiettili: per l’esattezza sono sufficienti 45 secondi. Un test eseguito in un programma di Discovery Channel.

http://www.liveleak.com/view?i=f6e_1203989047

Il telefono di Bush
Ogni volta che il presidente George Bush si muove viene seguito da uno speciale veicolo per le comunicazioni. Quando il capo della Casa Bianca compie un viaggio all’estero il gippone, pieno di antenne, è trasferito con un aereo militare.

La mini-pistola
E’ il revolver più piccolo del mondo e può uccidere. Pesa appena 19.8 grammi ed è in grado di sparare un proiettile da 2.34 millimetri. Lo produce una società svizzera, la SwissMiniGun (http://www.swissminigun.com), che ne ha venduti circa 300 pezzi a collezionisti sparsi per il mondo. Un gingillo costoso: 3 mila sterline. Per averlo c’è una lista d’attesa di almeno sei mesi in quanto la produzione è molto sofisticata. La società ne può realizzare nell’arco di un anno 100 pezzi in versione normale e 25 esemplari d’oro (18 carati).

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