PONZANOTIZIE

14 Marzo 2008

VIETATO SPIARE CHI SCARICA MUSICA DAL WEB

Archiviato in: Cronaca, Informatica e Internet — ponzanotizie @ 14:48

Le societa’ private non possono svolgere attivita’ di monitoraggio sistematico per individuare gli utenti che si scambiano file musicali o giochi su Internet. E’ quanto ha stabilito l’Autorita’ per la privacy che ha chiuso l’istruttoria avviata sul “caso Peppermint”, la societa’ discografica che aveva svolto, attraverso una societa’ informatica svizzera (utilizzata anche dalla societa’ Techland con riferimento a software relativi a giochi), un sistematico monitoraggio delle reti peer to peer (P2P). Tramite l’utilizzo di software specifici, le societa’ avevano individuato numerosissimi indirizzi IP (che identificano i computer collegati ad Internet) relativi a utenti ritenuti responsabili dello scambio illegale di file: erano poi risaliti ai nomi degli utenti, anche italiani, al fine di potere ottenere un risarcimento del danno. Il Garante, richiamando anche la decisione dell’omologa Autorita’ svizzera, ha ritenuto illecita l’attivita’ svolta dalle societa’. Innanzitutto, ha ricordato il Garante, la direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche vieta ai privati di poter effettuare monitoraggi, ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti. E’ stato, poi, violato il principio di finalita’: le reti P2P sono finalizzate allo scambio tra utenti di dati e file per scopi personali. L’utilizzo dei dati dell’utente puo’ avvenire, dunque, soltanto per queste finalita’ e non per scopi ulteriori quali quelli perseguiti dalle societa’ Peppermint e Techland (cioe’ il monitoraggio e la ricerca di dati per la richiesta di un risarcimento del danno). Infine non sono stati rispettati i principi di trasparenza e correttezza, perche’ i dati sono stati raccolti ad insaputa sia degli interessati sia di abbonati che non erano necessariamente coinvolti nello scambio di file. Sulla base del provvedimento del Garante (di cui e’ stato relatore Mauro Paissan), le societa’ che hanno effettuato il monitoraggio dovranno ora cancellare, entro il 31 marzo, i dati personali degli utenti che hanno scambiato file musicali e giochi attraverso il sistema P2P. (AGI) -

11 Marzo 2008

Colpo grosso al ministero

Archiviato in: Cronaca, Informatica e Internet, scuola — ponzanotizie @ 11:38

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ROMA
Deve aver avuto un soprassalto, Giuseppe Fioroni, quando il suo direttore generale gli ha dato la notizia: «Ministro, dal conto corrente postale sono spariti tredici milioni e centomila euro». E adesso che la storia sembra volgere a buon fine, il ministro della Pubblica Isruzione tira un sospiro di sollievo: «La vicenda si è conclusa fortunatamente in maniera positiva grazie al lavoro della Polizia postale e dell’Interpol. Non posso però non sollevare – denuncia il ministro – una questione di fondo: la sicurezza informatica e le barriere di controllo, che evidentemente fanno acqua, dei gestori di questi conti».

Va subito detto che questa è la storia di una truffa telematica. I rapinatori non hanno usato fiamme ossidriche e grimaldelli per portarsi via la cassa, ma «username» e «password». E si tratta di personaggi di tutto rispetto, alcuni di loro sarebbero coinvolti in una inchiesta sul riciclaggio della ‘ndrangheta. Una indagine tuttora in corso che promette sviluppi clamorosi. Quella dell’ammanco al ministero della Pubblica istruzione è una storia a lieto fine, nel senso che il malloppo è stato ritrovato e «congelato» – trovandosi in Egitto – e le indagini sono ancora in corso per identificare e arrestare tutta la banda di truffatori.

Dalle indiscrezioni che filtrano, il malloppo è transitato su un conto corrente intestato a una società di Bologna, naturalmente fittizia, con l’indirizzo che corrisponde a un bar del centro (che esiste effettivamente ma, ovviamente, il suo titolare è del tutto estraneo ai fatti). Da Bologna, sempre viaggiando sull’autostrada telematica, il tesoro ha percorso migliaia di chilometri prima di arrivare a destinazione: il Cairo, Egitto.

Il consigliere Lucio Alberti, capo di gabinetto di viale Trastevere, racconta: «Il 16 gennaio, il funzionario delegato ha eseguito un’ ordinaria operazione di rendicontazione e si è accorto dell’ammanco». Parte immediatamente la denuncia: alla Procura della repubblica, alla Corte dei Conti, alla Polizia Postale. Quel conto corrente on-line è alimentato direttamente dal ministero del Tesoro, ed è stato creato per favorire i pagamenti alle famiglie di studenti di scuole non statali che percepiscono un bonus. Sul quel conto, oggi, sono accreditati soltanto 400 mila euro, in attesa che torni alla base il tesoro sottratto.

Dunque, nel giro di 36 ore, la Polizia postale ricostruisce i movimenti dei 13 milioni e 100 mila euro fino alla loro destinazione finale: la banca «National Bank of Egypt» del Cairo. Il conto corrente è intestato alla società «Egiptyans for Investment and tourism». E allo sportello del Cairo si è presentato un signore, italiano naturalmente, chiedendo di poter prelevare 50 mila euro. Probabilmente per verificare che tutto fosse andato liscio. Solo che, allertata da Interpol, la direzione della banca ha bloccato la consegna dei soldi.

Dalle Poste italiane fanno sapere che la truffa non sarebbe avvenuta via Internet, ipotizzando che qualcuno (con documenti di riconoscimento falsi) si sarebbe presentato alla direzione centrale con una delega a operare sul conto del ministero. Da viale Trastevere, invece, si insiste nel sottolineare le responsabilità delle Poste per «il buco nella rete di protezione dei conti correnti».

Le indagini coordinate dal pm Vincenzo Barba vogliono risalire alle responsabilità (penali) della sparizione della cassa del ministero della Pubblica istruzione. In attesa che attraverso le rogatorie internazionali tornino alla base i 13,1 milioni di euro, si è aperto un contenzioso tra il ministero di viale Trastevere e le Poste italiane.

In un primo momento, le Poste si erano dimostrate possibiliste sull’anticipare i 13,1 milioni di euro in attesa che Il Cairo li restituisca. Poi, però, hanno fatto sapere ai collaboratori del ministro Fioroni che in cambio della ricostituzione delle risorse mancanti avrebbero gradito dal ministero una «liberatoria».

Il problema è questo: la Procura presso la Corte dei Conti potrebbe rivalersi nei confronti delle Poste, ad esempio per l’evidente danno d’immagine. Insomma, vorrebbero ottenere una blindatura per le prevedibili incursioni della giustizia contabile. Viale Trastevere ha controfferto una dichiarazione nella quale si dà atto alle Poste di aver anticipato la somma sottratta. Niente di più. Forse oggi la trattativa tra ministero e Poste potrebbe giungere a una conclusione. Fonte la stampa

9 Marzo 2008

Al Qaeda “assume” esperti” Fonte corriere.it

Archiviato in: Cronaca, Informatica e Internet, estero, terrorismo — ponzanotizie @ 11:34

Al Qaeda “assume” esperti
Al Qaeda assume. In un messaggio video Abu Al Yazid, un ideologo egiziano che ha assunto un ruolo preminente nel movimento di Bin Laden, ha lanciato un appello per l’arruolamento. Il leader ha sottolineato che Al Qaeda ha bisogno di volontari “esperti in computer” che possono aiutare l’organizzazione nel lavoro di propaganda. Nel corso degli anni la Jihad della parola ha assunto un peso fondamentale nella lotta e in certi casi ha superato l’attività militare vera e propria. Qui di seguito uno degli interventi di Al Yazid, considerato dagli americani uno dei principali ispiratori dei mujaheddin.

La bici-bomba
Terroristi e criminali sono sempre più tecnologici. Ma il presunto responsabile della mini-esplosione a Times Square ha sorpreso tutti. La polizia di New York ha ritrovato una bicicletta (vedi la foto) che potrebbe essere stata usata dall’uomo che ha lanciato un ordigno incendiario contro l’ufficio di reclutamento. Ora la scientifica è al lavoro per individuare eventuali impronte digitali. La bici è stata individuata su segnalazione di un cittadino tra la Madison Avenue e la Trentottesima strada.

Tradito dal blog
Kazumi Miura era sospettato di aver ucciso 28 anni fa la moglie a Los Angeles. Ma la polizia non era riuscita ad arrestarlo in quanto era tornato in Giappone. Processato e condannato ad un pena lieve, Miura è tornato in libertà iniziando una campagna per sostenere la sua totale innocenza diffondendo dvd e denunciano “la violenza di Los Angeles”. Diventato quasi una star, il presunto assassino ha creato un blog dove, un anno fa, ha annunciato un prossimo un viaggio a Guam, isola del Pacifico che è territorio americano. Un ufficiale in pensione della polizia di Los Angeles, che non ha mai smesso di tenerlo d’occhio, ha avvertito l’Immigrazione. E Miura è stato arrestato a Guam poco prima che riuscisse a fuggire.

La lista nera
Gli apparati di sicurezza americani continuano a schedare sospetti e potenziali terroristi. La lista nera, secondo nuove stime, contiene 860 mila nominativi. Un numero che va aldilà di qualsiasi valutazione reale del fenomeno terroristico.

La taglia-alberi
La mitragliatrice Dillon è in grado di tagliare un tronco con una pioggia di proiettili: per l’esattezza sono sufficienti 45 secondi. Un test eseguito in un programma di Discovery Channel.

http://www.liveleak.com/view?i=f6e_1203989047

Il telefono di Bush
Ogni volta che il presidente George Bush si muove viene seguito da uno speciale veicolo per le comunicazioni. Quando il capo della Casa Bianca compie un viaggio all’estero il gippone, pieno di antenne, è trasferito con un aereo militare.

La mini-pistola
E’ il revolver più piccolo del mondo e può uccidere. Pesa appena 19.8 grammi ed è in grado di sparare un proiettile da 2.34 millimetri. Lo produce una società svizzera, la SwissMiniGun (http://www.swissminigun.com), che ne ha venduti circa 300 pezzi a collezionisti sparsi per il mondo. Un gingillo costoso: 3 mila sterline. Per averlo c’è una lista d’attesa di almeno sei mesi in quanto la produzione è molto sofisticata. La società ne può realizzare nell’arco di un anno 100 pezzi in versione normale e 25 esemplari d’oro (18 carati).

8 Marzo 2008

Negroponte: “L’Italia introduca per legge il mio computer per bambini”

Archiviato in: Informatica e Internet — ponzanotizie @ 21:10

negroponte1.jpg l ‘guru’ delle telecomunicazioni e fondatore del Mit MediaLab di Boston presenta a Firenze ‘One Laptop Per Child’, il pc portatile a basso costo per i più piccoli: ”Una risposta alla sfida globale per combattere l’analfabetizzazione, l’inclusione sociale e il divario digitale”.

7 mar. (Ign) – “Una risposta alla sfida globale per combattere l’analfabetizzazione, l’inclusione sociale e il divario digitale”. E’ questo il senso di ‘One Laptop Per Child’ (OLPC), il portatile a basso costo adatto ai bambini per ‘imparare a imparare’. A realizzarlo, con l’intento di diffonderlo soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, il ‘guru’ dell’informatica e del mondo delle telecomunicazioni Nicholas Negroponte(nella foto). Fondatore del noto Mit MediaLab di Boston, Negroponte presenta oggi il suo baby computer a Firenze, nella suggestiva cornice di Palazzo Vecchio.

“Il principale obiettivo di ‘One Laptop per child’ – afferma Negroponte a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos – è l’educazione, in particolare, nei paesi più poveri del mondo e, anche più specificatamente, nelle zone rurali e più remote di questi paesi”. Semplice, intuitivo, OLPC è particolarmente adatto all’apprendimento: “Questo è certamente un computer portatile – spiega l’ideatore – ma le sue caratteristiche sono concepite per i bambini e per situazioni particolari. Per esempio, anche se manca la corrente, questo pc può essere alimentato attraverso una manovella. E basta alzare una sorta di ‘orecchie’ laterali perché ogni computer possa entrare in comunicazione con gli altri. Così, è possibile trovarsi in un villaggio senza elettricità, telecomunicazioni e infrastrutture e comunque avere a disposizione istantaneamente un vero e proprio network”.

Ma oltre ad essere utilizzato come pc, “il laptop può svolgere anche la funzione di videogioco o di libro. Infatti – precisa Negroponte – ogni apparecchio può contenere in memoria circa mille titoli. E considerando che ciascun pc può contenere libri diversi, ogni villaggio potrà avere a disposizione una vera e propria biblioteca. Tutto ciò, ovviamente, oltre ad essere un computer”.

Quanto alla situazione italiana nel mondo digitale, per Negroponte “l’Italia sta procedendo bene”: “L’Italia – afferma – è molto ‘digitale’ in diversi modi. Alcuni tra gli apparati più innovativi, per esempio quelli wireless o i programmi di visual design, sono stati progettati nel vostro paese. In realtà, penso che quello che l’Italia dovrebbe sforzarsi di fare è guardare di più al di fuori di se stessa. Questo non riguarda solo il mondo dell’informatica. A volte – commenta ancora Nrgroponte – gli italiani e i bambini italiani guardano troppo dentro i propri confini, mentre dovrebbero viaggiare di più, trascorrere periodi all’estero, imparare le lingue”.

Secondo il ‘guru’ delle telecomunicazioni, quindi, “il nuovo governo, qualunque esso sia, dovrebbe introdurre per legge ‘One Laptop Per Child’ in Italia. Questo – spiega – non è importante solo per l’Africa. Infatti, dovrebbe diventare uno dei diritti civili di ogni bambino, non solo quello di essere connesso, ma anche di avere un proprio laptop. Non parlo di telefonino, ma di computer portatile, perché l’esperienza della lettura è molto, molto importante”.

Poi, Negroponte parla dell’iniziativa ‘Give 1 Get 1′. “E’ un programma che abbiamo lanciato recentemente negli Stati Uniti – spiega -. Con 300 euro, è possibile acquistare per sé un laptop e allo stesso tempo destinarne un altro in Africa, in Asia, in Sud America. Questo programma è una piccola finestra che ha già permesso di diffondere 165.000 laptop nel mondo. Vogliamo lanciare l’iniziativa anche in Italia, ma non solo. Firenze sarà la prima città italiana a stabilire un gemellaggio con diverse città africane. Così, sia i bambini delle scuole di Firenze, che i loro coetanei in Africa avranno il proprio laptop”

Infine, sulle sue preferenze alle presidenziali Usa 2008 Negroponte non si sbilancia: “Non mi occupo di previsioni elettorali – afferma diplomaticamente -. La verità è che tutti e tre i candidati – Hillary, Obama, o MacCain – sarebbero degli ottimi presidenti”.

Fonte adnkronos

6 Marzo 2008

Nokia e Microsoft: un matrimonio per Silverlight sugli smartphone

Archiviato in: Informatica e Internet — ponzanotizie @ 21:33

C’è un accordo, ma sul tavolo la posta è il controllo dei contenuti sul web mobileNetwork News 06-03-2008
Nokia ha annunciato il progetto di rendere disponibile Silverlight di Microsoft sugli smartphone S60 con Symbian OS, il più diffuso software a livello mondiale per gli smartphone (53% del mercato anche con altri costruttori come Lg e Samsung), ma anche sui telefoni della serie 40 e sui Nokia Internet Tablet.

Visto dalla prospettiva di Microsoft si tratta di una nuova irruzione in grande stile nel mondo della distribuzione dei contenuti sui telefoni cellulari.

Silverlight è anche uno strumento di sviluppo che gli esperti classificano come concorrente di Flash di Adobe che sta facendo la fortuna di Youtube. Il significato finale dell’accordo è che una applicazione potrà essere fruite su Pc, Mac o dispositivo mobile, perché le applicazioni scritte con Silverlight diventano indipendenti dal sistema operativo, dal browser e dal tipo di smartphone o Pda wireless.

Adobe dichiara che la sua versione leggera di Flash è presente su 450 milioni di dispositivi, inclusi quelli di Nokia. D’altra parte fino all’accordo si sapeva solo di una versione di Silverlight per Windows Mobile. Silverlight sarà disponibile per gli sviluppatori S60 nel corso dell’anno e, di seguito, verranno forniti i primi servizi ai licenziatari di S60.

In questo modo gli sviluppatori dell’applicazione S60 potranno utilizzare una serie di ambienti di sviluppo ancora più ampia rispetto a quella ora disponibile per S60 su Symbian OS. Attualmente gli sviluppatori S60 possono utilizzare: C++, S60 Web Run-time (supportando tecnologie internet su basi standard, quali Ajax, JavaScript, CSS e HTML), il linguaggio Java , Flash Lite di Adobe e Python.

Un EEE Pc più grande e uno con Windows

Archiviato in: Informatica e Internet — ponzanotizie @ 21:28

asus3.jpg Asus ha mostrato al Cebit un altro Pc ultraportatile a basso costo, con video da 9″ e più memoria. Ci sarà anche una versione con Windows XP

Al Cebit ha fatto la sua comparsa il fratello maggiore dell’EEE Pc di Asus presentato a gennaio. Il nuovo modello, EEE Pc 900, ha infatti uno schermo da 9 pollici che può visualizzare 1024×600 pixel.

La maggiore ampiezza del display (il modello precedente era di soli 7 pollici) non dovrebbe pregiudicare la durata della batteria: secondo quanto dichiarato da Asus esso continuerebbe ad aggirarsi sulle due ore e mezza o tre.
Sara’ disponibile verso la metà del 2008 a un prezzo indicativo di 399 euro per la versione con 12 Gbyte di memoria di massa che, lo ricordiamo, non è un hard disk ma una veloce memoria a stato solido.

La seconda novità è una versione di EEE Pc equipaggiata con Windows XP Home, destinata a chi del sistema operativo di Microsoft proprio non riesce a fare a meno. Questo modello arriverà in Italia già nel secondo trimestre di quest’anno. Prezzo e dotazione hardware sono in corso di definizione.

2 Marzo 2008

Tv e internet, a Milano l’Iptv Forum

Archiviato in: Informatica e Internet — ponzanotizie @ 22:39

365xd.gif Oggi la terza edizione del meeting che ha visto confrontarsi i maggiori esperti della televisione che corre sul web. Pucci (E-Media Institute): ”Iptv deve avere proprio ruolo” (Video 1) – (Video 2) – Genovesi (Rti): ”Televisione generalista non è morta” – Andreani (Rai): ”I diritti sono un problema per lo sviluppo dell’Iptv” – Ficara Manganelli (Assodigitale), potenziale Iptv ancora da dimostrare – Schintu: ”La nostra piattaforma Iptv punta tutto sulla semplicità”(Adnkronos/Ign) – L’Iptv, le sue potenzialità, i suoi problemi, il suo ruolo fra le altre offerte televisive. Sono i temi di cui si è dibattuto al terzo Iptv Forum che si è tenuto oggi a Milano. Il ruolo che questo mezzo può avere nella competizione con la televisione satellitare e quella generalista è stato affrontato da Emilio Pucci, direttore dell’E-Media Institute. L’Iptv è infatti arrivata dopo quella via cavo e quella satellitare ”e si deve ricavare un ruolo, intelligente, avanzato, che possa offrire qualcosa di diverso dalle altre piattaforme. Una cosa che può fare è offrire la cosiddetta televisione non lineare” e quindi ”dare la possibilità agli utenti di cercare dalle library digitali i programmi e i film altrove distribuiti linearmente”. Il punto, spiega Pucci, non è ”offrire contenuti diversi” ma ”una modalità diversa” di accedere a questi contenuti. Uno dei problemi principali però, per potere diffondere realmente i contenuti in altre piattaforme, sono i diritti. ”Di fatto i diritti limitano lo sviluppo di nuove piattaforme” spiega Isabella Andreani, dello Sviluppo Business della Rai. Un aspetto che pesa non poco sulla fruizione visto che ”noi -continua- dobbiamo dotarci di un sistema di verifica e di oscuramento, soprattutto per quanto riguarda i grandi eventi acquistati da soggetti internazionali come la Formula Uno o campionati europei”.L’evento, che riunisce i principali operatori delle telco, i broadcaster e i content provider, anche quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 20 esperti del settore e delle più grandi aziende italiane ed internazionali direttamente coinvolte nello sviluppo della Next Generation TV.

Tra i presenti Michele Ficara Manganelli, Presidente e Fondatore, Assodigitale; Enrico Gardumi, Giornalista, Corriere delle Comunicazioni; Emilio Pucci, Direttore, e-Media Institute; Fabrizio Berrini, Segretario Generale Aeranti, Aeranti-Corallo; Michela Colamussi, Responsabile Ideazione Offerta IPTV , Fastweb; Cristiana Felli, Divisione Video Offering, Head of Department , RCS Digital; Mauro Fratini, Founder, Non Rassegnata Stampa; Stefano Genovesi, Direttore Marketing, RTI New Media, Filippo Giardina, Founder, Non Rassegnata Stampa; Federico Luperi, Vicedirettore Multimedia AdnKronos, AdnKronos; Mauro Lupi, Vice Presidente, Iab Italia; Fabrizio Meli, Direttore TV Digitale, Tiscali. E ancora, Michele Mezza, Vice Direttore delle Strategie Tecnologiche, Rai; Italo Milanese, Innovation Engineering, Program Process Management, Telecom Italia; Emilio Pucci, Direttore, e-Media Institute; Stefano Quintarelli, Presidente, Reeplay.it; Davide Rossi, Presidente, Univideo; Antonio Russo, IPTV Business Development, Ericsson; Francesco Sacco, Professore Strategia Aziendale, Università Bocconi; Jole Saggese, Giornalista e Conduttrice Tv, Class CNBC; Francesco Sciacchitano, Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni.

27 Febbraio 2008

Mp3 gratuiti su Downlover.it

Archiviato in: Informatica e Internet — ponzanotizie @ 13:51

downlovers.jpg Downlovers, il primo sito in Italia ad offrire ai propri utenti musica gratuita e legale, annuncia una grande novità: da questa settimana all’interno del suo catalogo sono disponibili per il download anche brani in formato mp3, compatibili con ogni tipo di lettore portatile e di software musicale.

Questa iniziativa si colloca nello sviluppo della partnership tra Downlovers e il mondo delle etichette indipendenti, che hanno reso disponibile il proprio catalogo in versione DRM – free.

I brani in mp3 disponibili su Downlovers potranno così essere riprodotti senza alcun
tipo di limitazione e trasferiti su tutti i lettori portatili in commercio.

Tra i primi titoli disponibili nel formato mp3 figurano anche alcuni brani presentati durante il Festival di Sanremo 2008: si tratta delle canzoni dei “big” Little Tony, Toto Cutugno e Loredana Berté e del brano d’esordio sulla scena della giovanissima Ariel.

Nelle prossime settimane, il catalogo di mp3 disponibili sarà via via arricchito di nuovi titoli e artisti.

Downlovers è il primo portale in Europa che permette di scaricare file musicali di
alta qualità in modo completamente gratuito
, legale, semplice e sicuro.

Durante il download del brano desiderato, il player video inserito nella home page si sintonizza su uno spot pubblicitario di 30 secondi; l’azienda che compare nel video è quella che sostiene l’iniziativa e che remunera gli aventi diritto.

Il Wimax in Italia costerà più che altrove

Archiviato in: Informatica e Internet — ponzanotizie @ 13:42

wimax.jpg Come al solito l’Italia deve distinguersi in negativo rispetto al resto dell’Europa; l’ennesima “figuraccia” che abbiamo rimediato riguarda l’asta per l’assegnazione delle licenze Wimax.

L’asta Wimax è partita in ritardo rispetto al resto del mondo ed ha portato a risultati non raggiunti in nessun altro paese del globo.

Lo stato, infatti, incasserà ben 130 milioni di euro per l’assegnazione delle licenze; una cifra record che sicuramente influenzerà il costo delle offerte al pubblico.

L’asta al rialzo ha visto molti soggetti interessati abbandonare; tra le società che non hanno partecipato al “gioco al massacro” Fastweb, Wind e Mediaset.

Quelle che hanno speso di più sono ARIADsl e Aft-Linkem. Per queste il Wimax, evidentemente, è un’opportunità da non perdere visto che hanno investito la prima 46 e la seconda 26 milioni di euro.

Ecco dunque che un’operazione nata per agevolare la diffusione della banda larga potrebbe trasformarsi nell’ennesimo pasticcio all’italiana

25 Febbraio 2008

Pc e videofonini come la Tv? Allora paghino il canone!

Archiviato in: Informatica e Internet — ponzanotizie @ 23:44

canone_0.gif Gli utenti italiani sono in rivolta e le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra per una questione che potrebbe rendere più difficile l’utilizzo dei pc nelle case degli italiani.

Il quotidiano Repubblica ha infatti pubblicato una notizia secondo cui sarebbero arrivati nella sede piemontese del Garante per il contribuente un numero imprecisato di ricorsi da parte di chi è stato invitato a pagare il canone avendo solo un pc e non un apparecchio televisivo; in sostanza, scrive Repubblica, secondo la legge del 1938 che regola il pagamento del canone Rai potenzialmente tutti gli apparecchi in grado di ricevere programmi radiotelevisivi possono essere soggetti al pagamento del canone.

Non solo, dice Repubblica: questa legge si applicherebbe a tutti gli apparecchi presenti in una determinata casa per cui se un utente possiede due pc e magari un telefonino di ultima generazione che gli consente di vedere la tv dovrebbe pagare alla Rai un canone per ognuno di essi!.

Si aggiunga inoltre che in molti casi il canone sia superiore, proporzionalmente, al valore dell’apparecchio nel corso degli anni per cui siamo di fronte ad una situazione davvero paradossale.

Ma la Rai, in merito a ciò, ha fatto sapere che le richieste relative al pagamento del canone sono regolate dalle norme che sostengono che deve pagare chiunque possieda un apparecchio adatto o adattabile a ricevere programmi tv; “il canone televisivo”, fa sapere la rai, “è una tassa che viene pagata allo Stato in base alla legge e che lo Stato poi riversa alla Rai grazie al contratto di servizio. Le lettere che ingiungono di pagare il canone sono infatti firmate dal Sat (sportello abbonamenti tv) che dipende dal ministero dell’economia”.

Adusbef e Federconsumatori sostengono si tratti di “un abuso, assimilare i personal computer, per i quali si chiede addirittura il pagamento del canone, ad un televisore” e si dicono “determinate nel denunciare gli abusi dell’agenzia delle entrate di Torino, che minaccia addirittura le ganasce fiscali per quegli utenti che non hanno un televisore, o perché hanno disdettato l’abbonamento, o perché non lo hanno mai avuto”.

La legge risale al 1938 e nel frattempo il canone è diventato, per gli utenti, una tassa ridicola atta solo a rimpinguare le casse della Rai: ma ragionando in questo modo si riescono a capire meglio i motivi per cui il Paese Italia non riesce ad andare avanti... basterebbe la modifica alla legge, il suo adattamento ai tempi che cambiano e alle nuove esigenze dei cittadini per fare in modo che di canone, anzi di “tassa di possesso dell’apparecchio”, si possa smettere di parlare.

Ma se siamo arrivati al punto di esigere l’assurdo pagamento di un obolo per il possesso di pc e cellulari, beh, c’è davvero poco da fare se non protestare.

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