PONZANOTIZIE

15 Marzo 2008

Elezioni Formia 2008: I Candidati Sindaco

Adriano Albano:: Cittadini di Formia

Sandro Bartolomeo

:: Partito Democratico
:: La Sinistra l’Arcobaleno
:: Partito Socialista
:: Lavoratori cristiani per Formia
:: Amore per Formia
:: Italia dei Valori

Michele Forte

:: Il Popolo della Libertà
:: UDC
:: Destra Formiana
:: Generazione Formia

Nicola Limongi

:: Idea Domani

Luigi Scipione

:: Partito dei Comunisti Italiani

Maurizio Tallerini

:: Lista Civica per Tallerini Sindaco
:: Un Progetto di Crescita per Formia

11 Marzo 2008

ELEZIONI; FINANCIAL TIMES: “GRANDE COALIZIONE” FERMI DECLINO

Ma quotidiano finanziario non crede a sconfitta “conservatori”

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(Apcom) - L’Italia ha bisogno di “una Grande coalizione”, unica possibilità per arrestare il “declino economico” e realizzare riforme istituzionali che assicurino “stabilità”. La tesi, del columnist Geoff Andrews, è presentata oggi dal Financial Times. “All’Italia – si legge sul quotidiano finanziario – serve un nuovo accordo che preveda riforme istituzionali e modernizzazione economica”. “Può ottenerlo – argomenta Andrews – solo attraverso una Grande coalizione che crei consenso non solo tra i differenti partiti ma anche con figure come Luca Cordero di Montezemolo, il leader della confederazione degli industriali divenuto nelle ultime settimane una voce influente sul declino della competitività e la stagnazione economica in Italia”. Secondo l’opinionista del Financial Times, tuttavia, è possibile che all’indomani del voto politico del 13 e 14 aprile il “nuovo spirito” di “unità nazionale” e di “rinnovamento” diffuso nella società italiana sia “frustrato” dagli “interessi privati della classe politica”. Al riguardo, Andrews sottolinea le difficoltà di un’intesa tra i principali protagonisti della vicenda italiana, il Partito democratico (Pd) di Walter Veltroni e il Partito del popolo della libertà (Pdl) di Silvio Berlusconi. Secondo il columnist, l’ex sindaco di Roma “sembra aver colto il momento per un rinnovamento nazionale”. Quanto a Berlusconi, però, avrebbe già dimostrato che i suoi interessi privati “non sono negoziabili”. A complicare il quadro – osserva Andrews – contribuisce l’Udc, il partito centrista di Pier Ferdinando Casini destinato ad aver un ruolo cruciale in “ogni” futura trattativa. “Possiamo aspettarci – è la sconsolata conclusione del columnist del Financial Times – che i vecchi interessi conservatori serrino le file: non trattenete il respiro”.

7 Marzo 2008

DILIBERTO NON SI CANDIDA: “AL MIO POSTO UN OPERAIO”

diliberto.jpgsinistra-arc.jpg Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, rinuncia al posto in lista in Piemonte e lascia cosi’ spazio a Ciro Argentino, operaio della Thyssen e dirigente locale del partito.
“I comunisti sono diversi da tutti gli altri, per questo motivo ho deciso di lasciare il Parlamento ed al mio posto ci sara’ come capolista Ciro Argentino, operaio della Thyssen. La politica si puo’ fare bene anche fuori dalle istituzioni”, ha detto Diliberto nel corso di una conferenza stampa. “Non mi candido in Parlamento ma continuero’ a fare il segretario del partito. Avevamo deciso di eleggere un operaio e nella trattativa pero’ non c’era posto, io mi chiamo fuori e cosi’ sara’ garantita l’elezione ad un operaio”. “E’ una scelta – ha proseguito – che non mi pesa assolutamente ed e’ una risposta alla politica della casta”.
Achille Passoni, candidato nelle liste del PD al Senato aveva criticato stamane in una nota la Sinistra Arcobaleno: “Mentre polemizza con il Pd per le candidature di imprenditori, la Sinistra arcobaleno fa fuori dalle liste l’operaio della ThyssenKrupp. E’ un esempio di incoerenza incredibile. Se dovessimo usare il loro stesso metro – conclude Passoni – dovremmo dire che tra Diliberto e l’operaio Ciro Argentino nelle liste della Sinistra arcobaleno uno dei due era di troppo. L’operaio”.
(AGI)

6 Marzo 2008

Sinistra arcobaleno, liste completate

sinistra-arc.jpg E’ stato completato il mosaico di nomi delle liste liste della Sinistra arcobaleno. Il candidato premier, Fausto Bertinotti, sarà capolista alla Camera a Roma; il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, in Toscana; il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, in Puglia; il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, a Torino; il coordinatore di Sinistra democratica, Fabio Mussi, a Milano.Il Prc, che questa mattina ha riunito la segreteria nazionale insieme con l’esecutivo, ha deciso la collocazione dei suoi big. Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, capolista in Veneto 1, sfiderà il presidente di Federmeccanica Massimo Calearo. Gennaro Migliore, capogruppo del Prc alla Camera correrà in Campania, mentre Rita Borsellino, in corsa per le elezioni regionali in Sicilia come capolista della Sinistra Arcobaleno, sarà candidata per il Prc in Emilia Romagna. Anche se non si esclude per ora l’ipotesi che possa essere spostata in Lombardia. Sempre in Veneto, ma nella seconda circoscrizione e al secondo posto – posizione per cui l’elezione non è affatto scontata – ci sarà il deputato no global Francesco Caruso.

Pietro Folena, deputato e candidato indipendente, traslocherà dalla Camera al Senato e sarà candidato in Puglia. Sempre per Palazzo Madama correrà il presidente della commissione Antimafia Francesco Forgione, capolista in Calabria.

Tra le new entry del Prc ci sarà il giovane e brillante segretario regionale della Puglia Nicola Fratoianni, a lungo leader dei Giovani comunisti, candidato alla Camera insieme nella stessa lista con Cristina Tajani, giovane ricercatrice precaria. Non sarà in lista invece Nicolò Pecorini, segretario regionale della Toscana, altra new entry prevista dal Prc, ma che alla fine ha deciso di rinunciare.

Alla Camera arriverà Claudio Grassi, leader della minoranza di Essere comunisti che sarà il numero due nella lista dell’Emilia Romagna. Al Senato correrà invece Alberto Burgio, capolista per il Friuli Venezia Giulia.

Risolto anche il caso di Marilde Provera, altra rappresentante della minoranza che fa capo a Claudio Grassi, che correrà in Piemonte per palazzo Madama.
In Sicilia per Montecitorio correrà invece Vladimir Luxuria indipendente per il movimento Glbt, gay, lesbico e transgender.

Più in generale La Sinistra-L’Arcobaleno avrà il 50 per cento dei capilista donne al Senato mentre alla Camera le donne saranno il 35 per cento. “Purtroppo – si fa notare nella segreteria della Cosa Rossa – ci saranno alcune liste con un aspetto fortemente maschile nonostante le nostre intenzioni”. E’ il caso di Emilia Romagna, Lazio 1 e 2, Sicilia e Puglia. Quasi anticipando le polemiche che potranno arrivare, La Sinistra mette le mani avanti e spiega che “è colpa di due fattori sommati insieme: l’avarizia dei partiti che in genere hanno pochi posti e preferiscono riservarli a candidati maschi; la rigidità tra gli stessi quattro partiti fondatori”.

Fonte Repubblica

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